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 2011  novembre 28 Lunedì calendario

E ora la Camusso vuole «rottamare» la Fiom - Quella che si apre potrebbe essere una set­timana di svolta nei rapporti tra la Cgil di Su­sanna Camusso e la Fiom di Maurizio Landini

E ora la Camusso vuole «rottamare» la Fiom - Quella che si apre potrebbe essere una set­timana di svolta nei rapporti tra la Cgil di Su­sanna Camusso e la Fiom di Maurizio Landini. Ago della bilancia, in proposito, sarebbe l’av­vio del tavolo sul contratto dell’auto. «Domani inizia il confronto con la Fiat sul nuovo contrat­to nazionale dell’auto: la Fiom sieda al tavolo con noi e si assuma la responsabilità del con­fronto fino alla fine», è l’appello lanciato dal leader della Uilm, Rocco Palombella, ai me­talmeccanici della Cgil. Per la Cgil, infatti, è importante che la Fiom non perda il contatto con Fiat. Un sindacato, infatti, è forte quando è presente all’interno dei luoghi di lavoro. E la Camusso la presa su Fiat non vuole proprio perderla. Da qui le «pressioni» sulla Fiom, sembra sollecitate dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, per dare un segnale diverso, seppur sofferto: il sì arrivato l’altro giorno all’accordo sulla mobilità per i 640 lavoratori in esubero dello stabilimento di Termini Imerese.Che al­l’interno della galassia metalmeccanica rossa sia in corso un profondo dibattito lo si vede dal­le affermazioni contraddittorie rilasciate ne­gli ultimi giorni dai suoi esponenti di spicco, proprio in relazione alla vicenda Termini Ime­rese. Ha aperto le danze, sabato scorso, Enzo Masini, responsabile del settore auto della Fiom, il quale ha parlato di «amarezza per un dispetto che Fiat ha voluto fare ai lavoratori», aggiungendo di aver firmato l’accordo «per senso di responsabilità». E veniamo alla me­diazione decisiva del ministro Passera, giudi­cata a caldo «insufficiente» dalla Fiom» (ma non così per la Fiom palermitana) e «positi­va »,invece,perlaCgil.Ieriunnuovocommen­to, ma da parte del numero uno Landini, con la marcia indietro inserita: «Debbo riconoscere che questo governo, a differenza del preceden­te, si è posto il problema di provare a svolgere una mediazione e non semplicemente fare il ti­fo per la Fiat. A Termini Imerese si è creata la condizione per una mediazione del governo grazie alle decisioni di lotta prese unitariamen­te dai lavorato­ri che hanno organizzato il presi­dio permanente dell’azienda, di fronte a un at­teggiamento della Fiat che voleva addirittura speculare anche sulla chiusura della fabbri­ca ». A precedere questa affermazione pro-go­verno era stato, in mattinata, Giorgio Airaudo, dello stato maggiore sempre della Fiom: «Per cambiare il finale di quello che sembra un co­pione già scritto serve che la politica scenda in campo, come è successo sabato per Termini Imerese». Se il governo prendesse per buona questa proposta, di fare sentire cioè il suo peso nel dibattito sul contratto dell’auto che si apri­rà domani, finirebbe con l’affiancare la linea fallimentare che ha caratterizzato in questi tempi la Fiom: sconfitta dai referendum che hannovistoprotagonisteletutebluFiat(Pomi­gliano d’Arco, Grugliasco, Mirafiori) e basto­nata in tribunale. Una strategia che vede la Fiom arroccarsi sempre dietro il «no», rifiuta­re il «nuovo»,minacciare solo scioperi genera­li e creare problemi alle produzioni. Alla Ca­musso conviene tutto questo? Negli anni ’50 la Fiom finì fuori dalla Fiat e Palmiro Togliatti chiamò a rapporto Giusep­pe Di Vittorio, storico segretario della Cgil, sol­lecitando un rinnovamento forte all’interno della sigla metalmeccanica, proprio a causa dell’estromissione delle commissioni interne volutedaVittorioValletta. Cisonomolteanalo­gie con quanto sta accadendo in questo perio­do. L’esperienza insegna che in casa Cgil sono state affrontare tutte le lotte possibili, anche molto dure, ma alla fine la firma a un accordo è sempre arrivata. È questo che la Camusso vuol far capire a Landini.