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 2011  novembre 28 Lunedì calendario

DA SEGUGI A CRONISTI DI PELUCHE

Dobbiamo essere orgo­gliosi dell’Italia? Stan­do ai giornali, sì. Da quando Silvio Berlusconi si è di­messo, cedendo la scena a Ma­rio Monti, la stampa si è rassere­nat­a e aiuta i cittadini a essere ot­timisti, descrivendo la nostra Pa­tria come un Eldorado. I lettori avranno notato: non c’è più una sola famiglia che non riesca ad arrivare con lo stipendio alla quarta settimana del mese; nes­suno più muore di fame, forse gli indigenti sopportano meglio il digiuno leggendo le cronache politiche della Repubblica e del
Corriere , in cui il nuovo premier e famiglia vengono magnificati. Ieri il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, un uomo un mito, si è superato pubblicando una didascalia da manuale di propaganda: «Mario Monti è tor­nato a Milano, dopo 16 giorni tra­scorsi a Roma. Era arrivato il 10 novembre da Berlino, dove si tro­vava per un convegno, e la mo­glie Elsa era accorsa in treno nel­la capitale per portargli le cami­cie pulite. Da allora è rimasto “in­chiodato” alla formazione del governo, poi nelle missioni alla Ue per l’operazione-credibilità, infine nella definizione delle mi­sure anti-crisi».
Non so se mi spiego. Un premier la cui con­sorte accorre in treno nella capi­tale per portargli le camicie lava­te e stirate non può che rassicu­rarci, almeno sul piano igienico. In effetti, condizionati come sia­no dal pregiudizio, avevamo te­muto lì per lì che Monti, preso co­m’è dal ruolo assegnatogli da Giorgio Napolitano, indossasse sobriamente camicie sporche e che non gli venisse in mente di cambiarle o che la signora, anco­ra emozionata per essere diven­tata first lady, si fosse dimentica­ta di fornirgli biancheria fresca di bucato.
Oddio, se La Repubblica fosse ancora quella di una volta, non avrebbe trascurato di informarci dettagliatamente sulle abitudini del Professore. Cosicché ci rima­ne invece un dubbio atroce: non sarà che madame Elsa, nella fret­ta di accorrere in treno a Roma, si sarà scordata di infilare in valigia anche un congruo numero di mu­tande e calze e magari fazzoletti? La completezza dell’informazio­ne, caro Ezio Mauro, richiede ai giornalisti uno sforzo maggiore per tenerci aggiornati circa l’«in­timo » del presidente del Consi­glio, sul quale non deve gravare il minimo sospetto di trasandatez­za. Suvvia, vediamo di provvede­re. Ci fosse ancora Giuseppe D’Avanzo in redazione non sa­remmo costretti a rilevare certe manchevolezze. Altri tempi, al­tro giornalismo. Le performance sessuali di Berlusconi venivano narrate dai segugi della Repubbli­ca­con una precisione impressio­nante, altro che le misure che hanno atterrito Angela Merkel, meglio definita culona inchiava­bile.
Siamo spiacenti, caro Mauro, ma Alfonso Signorini si sta dimo­strando più pronto­e professiona­le di lei nel ragguagliarci a propo­sito dei nuovi protagonisti della politica. Nel numero in edicola di Chi , settimanale divinamente pettegolo e dall’inventiva fervi­da ( massì, diciamolo: intelligen­te), si possono gustare un paio di servizi relativi alle donne coopta­te da Monti nel proprio ministe­ro, Anna Maria Cancellieri, Elsa Fornero e Paola Severino, ritrat­te insieme in una foto distesa su due pagine patinate.
Che meraviglia. Amici lettori, i testi riportano notizie esclusive utili per conoscere meglio le «gentili tecniche» che ci porte­ranno in paradiso.
Abbiamo sco­p­erto che Cancellieri ama la cuci­na (quella buona, mica scema lei) e la lirica, perbacco; Fornero, guarda un po’ i casi della vita, la mattina si alza sempre presto; Se­verino è appassionata di teatro e, udite udite, si è addirittura ci­mentata come attrice. Sul trio Le­scano ministeriale, la rivista ci delizia con tre pagine di prosa vi­brante.
Cari colleghi, imparate da Si­gnorini a stare al mondo. Sappia­te che lui, non pago di averci mo­st­rato il volto femminile dell’ese­cutivo, dedica poi sei-pagine-sei indovinate a chi? Alla già citata Elsa Monti, 67 anni, sposa del sul­lodato professor Mario.
Impaga­bile servizio. Titolo principale: «Una first lady tra shopping e cul­tura ». Occhiellone: «Arrivata da Milano con un sobrio Frecciaros­sa (badate, sobrio, non come il Frecciarossa pacchiano che usia­mo noi berlusconiani, ndr ), la consorte del premier si è conces­sa una giornata da turista per prendere confidenza con la capi­tale, dalle boutique ai luoghi sto­rici ».
Segue una serie di dati basila­ri: la signora ha studiato scienze politiche alla Cattolica ma non si è laureata per stare accanto al marito in trasferta a New York (cribbio, che sacrificio), però porta scarpe basse, preferibil­mente mocassini; nella tracolla c’è sempre l’iPad; lei indossa pantaloni classici (niente leggin­gs), non ama la mondanità, ma non si perde mai la prima della Scala (che non ha nulla di mon­dano?).
Mi fermo qui, può essere suffi­ciente per comprendere a che punto di piaggeria e di melensag­gine sono arrivati i media. A Si­gnorini le nostre congratulazio­ni. La classe l’è minga acqua.