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 2011  novembre 28 Lunedì calendario

Cosa prevede il piano del Fmi? - Per salvare l’euro, il direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi) Christine Lagarde e il premier Mario Monti stanno discutendo un prestito da 600 miliardi di euro all’Italia in attesa della manovra scaccia speculazione

Cosa prevede il piano del Fmi? - Per salvare l’euro, il direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi) Christine Lagarde e il premier Mario Monti stanno discutendo un prestito da 600 miliardi di euro all’Italia in attesa della manovra scaccia speculazione. Di che si tratta? Di un piano di prestito tra i 400 e i 600 miliardi di euro a condizioni agevolate, cioè a un tasso tra il 4 e il 5 per cento, rispetto al tasso più oneroso, tra il 7 e l’8, che oggi i mercati chiedono per acquistare i titoli di Stato nazionali. È la prima volta che il Fmi, di solito dedicato ai Paesi emergenti, interviene a sostegno di un Paese europeo? No, altri piani sono stati predisposti per l’Islanda e per tre nazioni che hanno l’euro come moneta: il Portogallo, l’Irlanda e la Grecia. Di che entità erano stati i prestiti precedenti ai paesi dell’eurozona? Il piano per il Portogallo è stato di 78 miliardi di euro, di cui 26 a carico del Fmi e il resto dell’Unione europea. Lo sforzo per salvare la Grecia, ancora in corso, potrebbe ammontare a 110-120 miliardi tra contributi del Fondo monetario e dell’Ue. La concessione della sesta tranche da 8 miliardi è subordinata alle misure di austerità del nuovo governo di Atene. L’Irlanda, dopo che le sue banche hanno registrato perdite per oltre 50 miliardi di euro, ha chiesto un anno fa all’Ue e al Fmi di intervenire. Il suo ministro delle Finanze Brian Lenihan ha detto che il sistema bancario irlandese ha bisogno di una linea di credito massima di 100 miliardi di euro. Che cos’è il Fmi? Il Fondo monetario internazionale è un’organizzazione intergovernativa con sede a Washington che promuove la cooperazione economica internazionale, con attenzione alle politiche che influenzano i tassi di cambio e la bilancia dei pagamenti. Per raggiungere gli obiettivi il Fmi può organizzare la messa a disposizione di somme necessarie ai Paesi membri in difficoltà. Che ruolo gioca il Fmi sul piano internazionale? Secondo una sua autodescrizione dell’estate del 2010, dunque successiva alla crisi del 2008, è un ente «che lavora per rafforzare la cooperazione monetaria globale, assicurare la stabilità finanziaria, facilitare il commercio internazionale, promuovere un alto livello di occupati e una crescita economica sostenibile, e ridurre la povertà». Quando è nato il Fmi e quanti membri conta oggi? L’idea è nata da incontri nel luglio del 1944 tra i rappresentanti di 45 governi e la sua nascita è del dicembre del 1945 con 29 governi firmatari. Oggi i membri sono 186. Come avviene la formazione della cassa comune cui il Fmi attinge per sostenere la sua attività? Con il contributo dei governi in proporzione della loro forza economica. Quali sono i dieci maggiori sponsor? Gli Usa con il 17,72 per cento, seguiti da Giappone (6,57), Germania (6,13), Francia (4,52), Gran Bretagna (4,52), Cina (4,01), Italia (3,32), Arabia Saudita (2,94), Canada (2,68) e Russia (2,50). Alla percentuale di contribuzione dei paesi corrisponde la percentuale di diritto di voto? È stato così, anche se non al centesimo, fino all’ottobre del 2010. Il 23 di quel mese, durante il G 20 delle venti maggiori economie mondiali, si è deciso di riformare le quote spostando il sei per cento dei poteri di voto alle maggiori potenze in via di sviluppo e ai paesi con mercati emergenti. Chi partecipa, attivamente e in termini di management, al controllo della gestione del Fmi? Tutti gli stati membri, attraverso la nomina di 24 membri delegati che siedono nel board esecutivo: cinque sono scelti dai 5 Paesi membri con la maggiore quota partecipativa, gli altri 19 sono votati dai restanti 181 governi. Esiste però anche un «board» generale dei governatori e tutti i Paesi membri ne nominano uno. Tutti i membri del Fmi sono anche membri di un altro ente intergovernativo, la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo. Chi è a capo del Fmi? Ora a seguito delle recenti dimissioni del francese Dominique Strauss Kahn per lo scandalo sessuale nell’hotel di New York, il direttore è la francese Christine Lagarde, ex ministro delle Finanze di Parigi. Per tradizione, almeno fino ad ora, c’è sempre un direttore europeo al Fmi e un direttore americano alla Banca mondiale, altra istituzione intergovernativa focalizzata sugli aiuti ai paesi poveri. Ma sono forti le spinte a un cambiamento di questa regola non scritta.