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 2011  novembre 28 Lunedì calendario

Tutti i parenti dell’arancia - È arrivata la stagione degli agrumi. Le arance con il loro colore brillante sovrastano ogni altro frutto nelle cassette allineate fuori dai negozi dei verdurai

Tutti i parenti dell’arancia - È arrivata la stagione degli agrumi. Le arance con il loro colore brillante sovrastano ogni altro frutto nelle cassette allineate fuori dai negozi dei verdurai. È un altro dono proveniente dalla Cina, per quanto a lungo si è pensato che l’avesse recata Vasco da Gama nel Cinquecento, di ritorno dalla sua circumnavigazione del Globo. Nel suo viaggio attorno all’Africa alla ricerca di una via verso il Celeste Impero, disse di aver assaggiato ottime arance migliori di quelle del Portogallo. In alcune zone dell’Italia del Nord questi frutti sono ancora noti con questo nome: Portugal. Il Citrus sinensis, come spiegano i botanici, viene senza dubbio dalla Cina. Ma oggi l’arancia non basta più. Viviamo nel mondo della diversificazione; la regola aurea del commercio è: differenziare. Ovvero, articolare l’offerta. Il consumatore, sostengono i maghi del marketing, si stanca della monotonia dell’offerta corrente; i produttori, siano di tecnologie informatiche sia di frutti, vogliono evitare a tutti i costi «l’appiattimento e la stanchezza del prodotto». Perciò da almeno decenni ci hanno dato dentro con gli ibridi. Mandarancio, Clementina, Tangor, Myacawa, Satsuma, Mapo. Sono solo alcuni di questi incroci che si trovano oggi sui banchi dei fruttivendoli. Il mandarancio, che ha conquistato le nostre tavole, si chiama Clementina, oggi considerato come una vera e propria specie (Citrus clementina), e non più solo una varietà, come fino a qualche tempo fa. Di recente ho scoperto il Myacawa, anche se è coltivato da vent’anni in Sicilia. Sembra un mandarino, ma ha la buccia di color verde e l’interno arancione a spicchi. Buono. E poi il Tangor, un ibrido di seconda generazione: incrocio di arancio e ibrido di mandarino con arancio. Del Mapu sapevo già: incrocio tra mandarino detto Avana e pompelmo Ducan; acido al gusto ha una polpa tra il giallo e l’arancione. Il fruttivendolo mi ha sciorinato una serie di nomi di ibridi che si trovano al grande Ortomercato, anche se a prezzi più alti: Nova e Fortune; ma ci sono anche altri con nomi di fantasia, credo tutti italiani: Primosole, Simeto, Desiderio, Sirio, Etna, Tacle, Clara, Camel. A prima vista sembrerebbero assai simili. L’ibrido è senza dubbio il nostro futuro. Del resto, se ci trasformiamo noi in senso post-umano, ibridandoci con macchine e tecnologie, perché non dovrebbero farlo i frutti? Anche loro vivono e prosperano in un’epoca post. Alla fine, come avevano previsto Burgess e Kubrick, ha trionfato l’Arancia meccanica.