Stefano Montefiori, CorrierEconomia 28/11/2011, 28 novembre 2011
BAROIN. IL MOSCHETTIERE CHE DIFENDE LA TRIPLA A - L’
uomo che a Parigi lotta in prima linea, anzi «fa di tutto» come dice lui, perché la Francia conservi la «tripla A» delle agenzie di rating è François Baroin, giovane (46 anni) ministro delle Finanze e portavoce del governo. L’ultima mossa è stata annunciare azioni legali contro Standard & Poor’s che, due settimane fa, per alcuni minuti ha erroneamente degradato la Francia scatenando il panico dei mercati: «Non si possono avere grandi responsabilità sul piano economico senza subire sanzioni commisurate all’entità dell’errore», ha detto, e non ha tutti i torti.
Tuttavia, al di là degli incidenti, per Baroin non sono giorni facili. A febbraio Moody’s deciderà su una «tripla A» che molti — dall’apocalittica Marine Le Pen all’integrato Jacques Attali — considerano già persa nei fatti. Mentre lo spread con i titoli tedeschi raggiunge livelli mai toccati dall’entrata in vigore dell’euro — oltre 200 punti —, Baroin cerca di spostare l’attenzione sul fatto che «non è lo scarto tra i tassi francese e tedesco ad avere importanza per la gestione del debito pubblico; conta di più il livello dei tassi, e i nostri sono tra i migliori che si possano trovare».
La sua tesi però rimane solitaria e non sembra avere convinto i mercati, che dopo Grecia e Italia minacciano sempre di più la Francia. Anche per questo, nella classifica stilata pochi giorni fa dal Financial Times sui ministri delle Finanze europei, Baroin è arrivato solo 15° su 19, molto lontano dalla star del momento Anders Borg (svedese, fuori dall’euro ma molto influente a Bruxelles) e dal tedesco Wolfgang Schaüble, secondo classificato (Tremonti penultimo, superato solo dal greco Venizelos).
«Dipende dal fatto che sono un ministro recente, in carica solo da cinque mesi e la mia azione non ha ancora prodotto i suoi effetti — ha commentato Baroin —. In ogni caso la mia preoccupazione principale non sono queste classifiche ma gli interessi della Francia». Il fatto è che François Baroin ha molte qualità — conoscenze giuridiche, capacità di comunicazione, ambizione — ma una competenza economica relativa, stando ai mormorii degli addetti ai lavori. E per giunta arriva dopo la fuoriclasse Christine Lagarde (prima nel 2009 e terza nel 2010 nella classifica del Ft).
Il curriculum
Nato a Parigi il 21 giugno 1965, figlio dell’uomo d’affari e gran maestro del Grande Oriente di Francia Michel Baroin, François Baroin è diventato deputato a 28 anni (era il più giovane dell’Assemblea nazionale), sottosegretario e portavoce del governo a 29, sindaco di Troyes a 30.
Con Chirac
A 23 anni, grazie all’amicizia fraterna tra il padre e Jacques Chirac, era stato chiamato al servizio politico della radio Europe 1 da Jean-Pierre Elkabbach, uno dei giornalisti più celebri e potenti di Francia. Di quell’esperienza Baroin conserva una bella voce bassa da giornalista radiofonico e una scioltezza mediatica che lo ha fatto molto apprezzare dal presidente Sarkozy.
«Harry Potter», come lo chiamavano quando qualche anno fa portava gli occhialetti rotondi sul viso da perenne adolescente, ha fatto carriera in politica sotto l’ala dell’ex presidente Jacques Chirac, che lo ha considerato una sorta di figlio adottivo soprattutto dopo la morte improvvisa del padre, nel 1987, in una sciagura aerea in Camerun. Due anni prima, Baroin aveva assistito alla tragedia della sorella Véronique, investita e uccisa da un’auto nel centro di Parigi.
Disgrazie che lo hanno spinto a «mettere ordine nella mia scala dei valori», impegnandosi a fondo in politica.
La strada per l’Eliseo
La sua appartenenza al clan Chirac avrebbe potuto metterlo al bando: tra Jacques e il petit Nicolas scorre da anni l’odio tagliente degli ex amici, ma il presidente lo stima e prima lo ha nominato portavoce poi, nell’autunno scorso, ha ascoltato le sue pretese e gli ha concesso un ministero che sembrava ormai affidato al rivale Bruno Le Maire (rimasto all’Agricoltura).
Per continuare la sua scalata politica fino, perché no, all’Eliseo nel 2017, François Baroin potrebbe avere tutti i requisiti, compresa la relazione ormai ufficiale con Michèle Laroque, attrice di cinema e teatro molto amata dal pubblico francese. Ma resta lo scoglio di una crisi economica che in Francia ha colto tutti di sorpresa, e di una «tripla A» alla quale sono aggrappati molti destini.
Stefano Montefiori