Il Sole 24 Ore 28/11/2011, 28 novembre 2011
L’ASSISTENZA MEDICA A LONDRA SI OTTIENE SENZA FARE ALCUNA FILA
Mia moglie e io, entrambi pensionati, ci siamo appena trasferiti a vivere a Londra. La prima cosa che abbiamo cercato è stato un centro medico, cui fare riferimento. È stato molto confortante per noi renderci conto che qui, la nostra sofisticata e inutile burocrazia non esiste proprio. È bastato solo dimostrare di abitare a Londra - con una lettera scritta dal nostro padrone di casa - e i nostri passaporti. Il resto è venuto in modo automatico: tutti hanno diritto all’assistenza medica, quindi a che vale spendere altro tempo? In Italia, avevo cercato di andare alla Asl, da dove mi avevano mandato all’Inps. Poi, prima di ritornare di nuovo alla Asl, dalla mia padrona di casa inglese ho saputo che qui a Londra non occorreva nulla e così mi sono fermato. Avevo comunque già speso mezza giornata di coda alla Asl, poi ho dovuto aspettare un giorno per andare all’Inps, dove avevo perso almeno due-tre ore di coda. Lì mi avevano rilasciato un documento con il quale sarei dovuto ritornare alla Asl. Resto convinto che chi organizza la burocrazia italiana e chi legifera in materia ignori che gli italiani hanno giornate piene di impegni (lavoro, famiglia, studio, con gli spostamenti connessi): restano convinti, anzi esigono, che il nostro tempo resti incondizionatamente a loro disposizione.
L.F. - Londra