Camillo Langone, 16/11/2011, 16 novembre 2011
PREGHIERA
Che anziché a Bruxelles si guardi a Mosca. Il patriottismo (che sarebbe poi la forma alta e finalmente concreta della tanto invocata “coesione”) nel nostro continente è ormai un’esclusiva russa. Giusto ieri un loro pezzo grosso ha respinto le interferenze del Consiglio d’Europa: “Si sono permessi di fare dichiarazioni pubbliche sulla nostra campagna elettorale”. Certo: individui apolidi e anglofoni e magari perfino atei non si devono permettere, che possono capire di Santa Madre Russia. E non si pensi che i russi siano dei baluba. E’ vero il contrario, come racconta Michel Houellebecq: “Nelle numerose librerie si trova la produzione letteraria mondiale. I libri sono di ottima carta e stampa; soprattutto sono particolarmente a buon mercato, anche per il budget di un russo. In Russia il libro è un oggetto di consumo corrente assai più di quanto possa esserlo in Italia o in Spagna”. Insomma lassù letteratura e nazione sono perfettamente compatibili, qui invece cultura fa rima con abiura, ci sono persone che dopo essere entrate in una Feltrinelli hanno smesso di credere in Dio e non sanno più arrotolare gli spaghetti con la forchetta.