La Stampa 27/11/2011, 27 novembre 2011
in news - Ogni giorno ci sono notizie dal mondo che non vengono pubblicate. Scalzate dall’attualità e da altre storie
in news - Ogni giorno ci sono notizie dal mondo che non vengono pubblicate. Scalzate dall’attualità e da altre storie. Molte meritano una seconda chance. Ogni domenica, qui troverete le storie che non avete letto durante la settimana. Germania, il ritorno del ministro «copione» A volte ritornano. Neanche nove mesi dopo essersi dimesso da ministro tedesco della Difesa per aver copiato la sua tesi di dottorato, il barone Karl-Theodor zu Guttenberg prepara il suo ritorno in politica. Nel giro di pochi giorni ha partecipato al suo primo convegno pubblico da marzo, ha annunciato il libro-intervista «Per ora fallito», che uscirà martedì, ha ottenuto l’archiviazione delle indagini contro di lui per plagio, in cambio di una donazione benefica di 20.000 euro. Infine ha dato alla «Zeit» la prima intervista dalle dimissioni. A completare il tutto, un nuovo look: pettinatura alla Lothar Matthäus e lenti a contatto al posto di quintalate di gel e occhiali. L’«Operazione Gutten-back» rischia però di fallire. L’ex shooting star ha criticato la Csu e non ha escluso la nascita di una formazione tutta sua, mettendosi così contro il suo partito. Inoltre la stampa tedesca l’ha sommerso di critiche. «Ho sbagliato, ma se avessi voluto imbrogliare non l’avrei fatto in modo così goffo e sciocco», ha detto zu Guttenberg alla Zeit. Continua ad auto-assolversi, non è cambiato, hanno scritto i giornali. ( Alessandro Alviani ) AirBus senza 30 bulloni sorvola tre continenti Un AirBus A340 dell’Air France ha volato per cinque giorni senza trenta bulloni. E dire che aveva appena passato a Xiamen, in Cina, «la grande visita», come in gergo si chiama la revisione dell’apparecchio. Peccato che il jet sia decollato il 10 dalla Cina, sia atterrato a Parigi e ridecollato per l’America prima che il 15, a Boston, ci si accorgesse che un pezzo dell’ala destra si stava staccando, perché mancavano trenta delle 50 viti che lo tengono attaccato al resto dell’aereo. È stato un sindacato interno, l’Alter, a denunciare l’episodio dell’aereo sbullonato, senza rinunciare a ironizzare sulla delocalizzazione delle revisioni in Cina. «Il risultato è sempre all’altezza delle ambizioni della nostra azienda», hanno scritto i sindacalisti nel loro bollettino interno. La compagnia si è affrettata a far sapere che il pezzo, nome tecnico «karman», situato fra l’ala e la fusoliera, «non è strutturale», quindi «la sicurezza non è stata in pericolo in nessun momento». Vero: senza karman si resta su. Ma, spiegano gli esperti, se si stacca e colpisce zone vitali dell’aereo possono essere guai. E anche molto seri. ( Alberto Mattioli ) Londra, i professori nuovi 007 sul Web Le spie cibernetiche di Sua Maestà sono professori anonimi più abituati alle aule universitarie di Londra o di Leeds che alle sale ipertecnologiche del Government Comunication Headquarter, astronave di acciaio e cemento costruita nella campagna di Cheltenham per affrontare i pericoli del terzo millennio così come elencati dal ministero della Difesa: spionaggio militare e furto di dati da parte di gruppi terroristici e di Paesi nemici, diffusione di virus e ricatti elettronici. Così una squadra speciale di centinaia di geni matematici che hanno poco di James Bond e molto della beautiful mind di John Nash, è stata ingaggiata grazie a un investimento da 650 milioni. «Internet rappresenta ormai il 6% del nostro Pil. Vogliamo che il mondo consideri la Gran Bretagna il posto più sicuro in cui fare investimenti tecnologici», ha spiegato il ministro Hague. Lo scorso anno gli hacker hanno causato un danno da 27 miliardi di sterline. Per questo è cominciata l’era delle cyberspie, uomini che non avranno bisogno di avvelenare il caffè dei nemici ma che si accorgeranno della tensione quando il sudore imperlerà il loro colletto mentre battono sui tasti per salvare la terra come in un videogame. Perché tra reale e virtuale non c’è più alcuna differenza. ( Andrea Malaguti ) Noriega, Parigi concede l’estradizione a Panama Dopo più di 20 anni trascorsi in carcere tra Stati Uniti e Francia, torna a Panama l’ex dittatore Manuel Noriega. La Corte d’Appello di Parigi ha infatti autorizzato il rientro nel Paese centro-americano del 77enne militare. Ma non sarà un rientro piacevole per lui. A Panama, infatti, «Faccia d’ananas», come lo chiamano sin da bambino a causa del suo viso butterato, è atteso da altri 60 anni di prigione per tre omicidi di avversari politici. Dittatore del paese del Canale tra 1983 al 1989, il generale Noriega fu a libro paga della Cia fin dai primi Anni 70, con un salario medio di 100 mila dollari l’anno per ammissione dell’ex direttore dell’intelligence Usa Stansfield Turner. L’appoggio di Washington si concluse però ufficialmente nel 1988, quando la Dea lo accusò di traffico di droga. A stretto giro di posta i Marines invasero Panama, in un’operazione militare ribattezzata «Giusta causa». Era il 1989 e Noriega prima si rifugiò nella nunziatura apostolica poi, nel 1990, si consegnò agli Usa. L’inizio della fine di Noriega in realtà è legato a doppio filo con lo scandalo Iran-Contras, da cui emerse chiaramente il «do ut des» tra l’amministrazione Reagan e l’ex uomo forte di Panama. ( Paolo Manzo )