Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 27 Domenica calendario

Da eroe misterioso a imputato - Era imprendibile, Julian raffinato gruppo di Assange. Misterioso, personalità, da Ken Loach a idealista, di certo Bianca Jagger, da John Pilger rivoluzionario

Da eroe misterioso a imputato - Era imprendibile, Julian raffinato gruppo di Assange. Misterioso, personalità, da Ken Loach a idealista, di certo Bianca Jagger, da John Pilger rivoluzionario. In fondo sulla a Jemima Kahn. Lo slogan era: scena della comunicazione «Vergognatevi, punite chi fa la mondiale uno come lui non si guerra, non chi ne denuncia i era mai visto. Un giovane dio massacri!». Assange era dei computer capace di far accusato - lo è ancora, anche se tremare i grandi della Terra un’incriminazione formale con la pubblicazione di paradossalmente non esiste documenti riservati che di avere violentato e abusato svelavano gli orrori della sessualmente di due donne guerra in Iraq e in vicino a Stoccolma. Addebiti Afghanistan, i massacri dei che ha sempre respinto. civili, e poi i giochetti «Questa vicenda ha soltanto imbarazzanti della motivazioni politiche». Era la diplomazia internazionale, le sua linea difensiva allora. Lo è debolezze dei singoli capi di adesso dopo che due giudici Stato. La fotografia di un hanno deciso di rigettare il sistema sommerso, invasivo, ricorso contro l’estradizione. Il oscuro, potente e avvelenato, 2 novembre di quest’anno, che ha spinto una parte dei quando è uscito dall’aula Paesi occidentali, con gli dell’Alta Corte di Giustizia, il Stati Uniti in testa, a clima era diverso. Niente più schierarsi contro di lui. vip. Solo una manciata di «Mette in pericolo la sostenitori. Nessuna certezza sicurezza nazionale». Ma che che alla fine la giustizia cosa è diventato oggi questo avrebbe trionfato. Assange, australiano di 40 anni nonostante l’appoggio di costretto a vivere da 350 migliaia di seguaci su Internet, giorni in una villa del Norfolk sembrava improvvisamente con un braccialetto solo. I suoi avvocati inadeguati. elettronico che controlla ogni Anche il calore della stampa suo movimento? Chi è nei suoi confronti si era rimasto al suo fianco dopo la fortemente ridotto. Colpa delle scivolosa richiesta liti sulla gestione e sulla d’estradizione arrivata dalla condivisione dei documenti Svezia? E, soprattutto, gli segreti e soprattutto di quella hanno teso una trappola o la che i quotidiani britannici vita si è semplicemente hanno ribattezzato «la divertita a ingarbugliare le paranoia di Julian», descritto cose? dai suoi ex collaboratori come Quando si fece arrestare a egocentrico, diffidente, Londra, il 7 dicembre 2010, vanitoso, pronto a puntare il una folla gigantesca si dito contro il mondo ma radunò davanti al tribunale. incapace di accettare la Assieme a lui c’era un pubblicazione - concordata e poi respinta - di una sua biografia. Ma forse l’australiano è queste cose assieme. Un idealista complicato, introverso, con tratti di megalomania. Eppure capace di combattere come nessun altro, coraggioso, ribelle, diverso. Non un uomo giusto, ma un uomo che cerca la giustizia. Il 24 ottobre è stato costretto a sospendere il lavoro di Wikileaks a causa «dell’illegale blocco finanziario da parte di Bank of America, Visa, PayPal, MasterCard e Western Union che ha distrutto il 95% delle nostre entrate». E’ il momento più delicato per lui. L’ultimo ricorso contro l’estradizione è stato presentato alla Corte Suprema dieci giorni fa. La risposta è attesa per l’inizio di dicembre. Se saranno confermate le disposizioni precedenti, Assange volerà in Svezia entro due settimane. Un viaggio che gli fa paura. Per i suoi avvocati «una volta a Stoccolma sarà più facile per gli Stati Uniti chiederne la consegna. E là chissà che cosa potrebbe succedere. Là c’è la pena di morte». Qual è il confine tra la paranoia e la consapevolezza?