Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 26 Sabato calendario

Putin fa propaganda super kitsch E i comunisti volano nei sondaggi - Il premier russo Vladimir Pu­tin non è più in smagliante forma elettorale e nel voto del 4 dicem­bre rischia di perdere 50- 60 parla­mentari

Putin fa propaganda super kitsch E i comunisti volano nei sondaggi - Il premier russo Vladimir Pu­tin non è più in smagliante forma elettorale e nel voto del 4 dicem­bre rischia di perdere 50- 60 parla­mentari. Quattro anni fa il suo par­tito, Russia unita, ottenne il 64% dei voti, ma i sondaggi, a una setti­mana dalle elezioni, lo danno al 53%. Non solo: il calo di Putin cor­r­isponde ad un’impennata dei co­munisti che passerebbero da 57 a 94 seggi. La campagna elettorale a colpi di trovate macho e spot spin­ti, da far sembrare Silvio Berlusco­ni un chierichetto, non paga più. Il premier russo si è beccato, per la prima volta, sonori fischi durante una gara di arti marziali a Mosca. Un segnale preoccupante in vista delle presidenziali del 4 marzo prossimo, che lo vedono comun­que favorito. Un sondaggio condotto da Leva­da center, il più noto istituto de­moscopico del­la Federazio­ne, rivela che Russia unita do­vr­ebbe conqui­stare 252-253 seggi della Du­ma, la Camera bassa del Parla­mento, rispet­to ai 315 attua­li. Sfumerebbe così la maggio­ranza dei due terzi che avreb­be permesso a Putin ulteriori cambiamenti costituzionali. Il partito con­s­ervatore di go­verno si asse­sterebbe sul 53% dei voti. Al secondo posto è dato in ascesa il parti­to comunista di Ghennadi Zyuganov con 37 de­putati in più. Il nostalgico dell’ Urss, che si presenta ai comizi con il pugno chiuso e il berretto a pun­ta con la stella rossa dei bolscevi­chi, continua a propugnare un ri­torno alle nazionalizzazioni e alle politiche sociali sovietiche. Dopo i comunisti vengono accreditati gli ultranazionalisti del partito Li­beraldemocratico di Vladimir Zhi­rinovsky, che salirebbero da 40 a 59 deputati. La popolarità di Putin è calata al 68%, al di sotto degli al­tri leader, compreso il presidente russo Dmitri Medvedev, che non si ricandiderà al Cremlino per ce­dergli il passo. Domenica scorsa è suonato il campanello d’allarme. Putin, cintu­ra nera di karatè, è salito sul ring dell’ Olimpisky di Mosca al termine di un incontro di arti marziali per congra­tularsi con il vincitore, ma quando hapresoilmicrofonoperunpistolot­to politico è stato subissato di fischi. La lunga campagna in vista delle elezioni sembrava partita bene con la trovata sexy dell’Esercito di Pu­tin. Avvenenti signorine russe lan­ciav­anoaccattivantispotsuYouTu­be o si presentavano per strada giu­rando amore e fedeltà a Vladimir. Diana, la prima amazzone di Pu­tin, si è spogliata scrivendo con il rossetto su una maglietta bianca aderente ai seni prorompenti, l’appoggio incondizionato al pre­mier. Dopo l’esercito pon pon so­no arrivate le fan di «Putin mi pia­ce veramente ». Giovani russe con il corpo da modelle, tacchi alti, pantaloncini e scollature mozza­fiato che in estate si esercitavano nel lavaggio sexy delle automobili di potenziali elettori a colpi di spu­gna e bolle di sapone. Nel video di propaganda una ragazza si stru­sciava sulla carrozzeria e diceva sensualmente: «Sono pazza per l’uomo che ha cambiato il destino del mio paese» oppure «È adorato da milioni di persone, ma qualcu­no gli getta fango addosso». In realtà i maghi della comunica­zione del premier hanno sempre preso le distanze da queste bizzar­re iniziative, ma sembra che sia una specie di gioco delle parti. Pu­tin non ha perso la sua tendenza machista. In agosto, per il secon­do anno di fila, si è presentato ad un raduno di motociclisti, i Lupi della notte, a bordo di un’enorme e scintillante Harley Davidson. A fianco aveva un paio di bikers con giubbotti neri borchiati e capelli lunghi d’ordinanza, oltre a una sventolante bandiera russa. L’ultimo ritorno alle allusioni sessuali, cha ha fatto discutere, è uno spot per incoraggiare la gente ad andare a votare al ritmo di musi­ca techno. Una bella ragazza bru­na si presenta al seggio ed incon­tra un giovanotto. I due fanno ses­so in cabina elettorale per poi im­bucare la scheda nell’urna felici e sorridenti.