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 2011  novembre 26 Sabato calendario

PRIVATIZZAZIONI ALLA MILANESE

La zuppa oggi si occupa di una questione solo apparentemen­te milanese e del suo assessore al bilancio, Bruno Tabacci. Democri­stiano di lungo corso, e supporter del governo Monti, rischia di veder anda­re in frantumi il suo sogno di incassare quasi 400 milioni di euro proprio gra­zie al nuovo governo. Ma andiamo per ordine e per passi lunghi. Tabacci ha confezionato un pacchetto natali­zio fatto del 20% della Sea (il gestore ae­roportuale) e del 18,5% dell’autostra­da Serravalle, da cedere con base d’asta di 385 milioni.In alternativa c’è la sola quota (rimpolpata) del 29,5% della Sea. La data room, si è aperta da un paio di giorni. E nessuno per il mo­mento avrebbe mostrato interesse: le cose cambieranno la settimana pros­sima, c’è da scommettere. Ma un ac­quirente già c’è. É il fondo guidato da Vito Gamberale, partecipato da Uni­credit, Intesa, la Cassa depositi e pre­stiti, Merrill Lynch e una pattuglia di Fondazioni bancarie. La partita ha tempi stretti: le offerte devono arriva­re entro il 16 dicembre e il closing del­l’operazione, con l’incasso,entro il 29 dello stesso mese. Il rischio fatale è che però Gamberale entro quella data lasci il suo incarico. Indiscrezioni ro­mane lo vedono (anche in virtù dei buoni rapporti con il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passe­ra, e suo ex azionista) in pole position per la guida di Finmeccanica al posto del presto dimissionato Pier France­sco Guarguaglini. Vedremo come an­drà a finire.
Tabacci ha pur sempre un’opzione di riserva per far quadrare i suoi conti. Pretendere dalla Sea un dividendo straordinario (potrebbe arrivare a 160 milioni) con la distribuzione delle ri­serve. Anche in questo caso i tempi corrono. Dovrebbe convocare al più presto un’assemblea di Sea e farlo deli­berare, così da poterlo registrare per la fine dell’anno. E che fine ha fatto la quotazione? Ha ottenuto il via libera della Borsa e il pri­mo sì della Consob: ora ha una fine­stra temporale di un anno per poter procedere. Il bando di gara predispo­sto da Tabacci lascia ancora aperta la soluzione Borsa. Infatti l’assessore non ha accettato le condizioni vinco­lanti che poneva Gamberale. In parti­colare il diritto di veto per cinque anni (finestra temporale in cui F2i si riser­vava il diritto di verificare un rendi­mento dell’investimento di almeno il 12%) alla quotazione e altre limitazio­ni sulla circolazione delle azioni Sea. Insomma, la gara che ha messo in pie­di il Comune di Milano rende ancora possibile la quotazione. Anche se essa diventerebbe improbabile nell’even­tualità di una gara che vedesse il com­pratore acquisire il pacchetto del 29,5% di Sea. Se il vincitore della gara si comprasse invece il pacchetto com­pleto (20% di Sea e 18,6 di Serravalle), l’Ipo avrebbe ancora senso. La quota­zione infatti dovrebbe avvenire tutta per aumento di capitale e l’azionaria­to al termine del processo vedrebbe: il Comune al 51-52%, il flottante supe­riore al 20% e Gamberale diluito intor­no al 15%. In attesa di Monti e Passera.