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 2011  novembre 27 Domenica calendario

Francia e Germania riformano l´Ue "Eurolandia potrebbe restringersi" - berlino - Anche dopo Strasburgo, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy continuano a progettare a due il futuro dell´Europa, ma la regìa è made in Germany e la Weltanschauung economico-finanziaria tutta tedesca

Francia e Germania riformano l´Ue "Eurolandia potrebbe restringersi" - berlino - Anche dopo Strasburgo, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy continuano a progettare a due il futuro dell´Europa, ma la regìa è made in Germany e la Weltanschauung economico-finanziaria tutta tedesca. La Cancelliera e il presidente, scrive Bild sostanzialmente confermato da un comunicato ufficiale tedesco, concordano in negoziati segreti di procedere a marce forzate verso un nuovo Trattato europeo. Forse limitato a solo alcuni Paesi, anticipa Welt am Sonntag alludendo quasi a un club esclusivo. Per imporre una ferrea disciplina di bilancio, sanzioni immediate per i paesi inadempienti, controlli sovranazionali e perdita di sovranità per tutti, a cominciare da chi sgarra. E soprattutto, il Trattato potrebbe partire con accordi bilaterali tra Paesi cui poi altri governi possono associarsi. Non subito tra tutti i 27 membri dell´Unione europea. L´intesa, scrive Bild, punta anche ad esautorare la Commissione europea. A queste condizioni, fa capire il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, il no agli eurobond può venir meno, «ma solo dopo questo processo d´integrazione». Il summit Merkel-Monti-Sarkozy si è tenuto giovedì scorso. Passate 48 ore, arriva lo scoop di Bild, che cita "fonti diplomatiche. Il duo ‘Merkozy´ si sarebbe mosso anche allarmato dall´aumento degli interessi sui titoli sovrani italiani. L´idea del tandem è modificare i Trattati in corsa, se possibile da gennaio. I punti: controllo sovranazionale molto più intenso e stretto tra i membri dell´unione monetaria. Controlli su ogni bilancio nazionale. Sanzioni da guerra-lampo contro gli inadempienti. Non una parola su misure pro-ripresa economica e contro la temuta recessione mondiale. «Al massimo protesterà Londra, esterna all´euro», meditano i due secondo Bild. E il vicecancelliere Philipp Roesler spara a zero contro Barroso per la «proposta irresponsabile degli eurobond, che danneggerebbero tutti». E Juergen Stark, membro tedesco dimissionario al vertice Bce, parla di «pesanti pressioni dei governi» sulla Eurotower. Secondo momento qualificante: varare il nuovo Trattato europeo anche con firme bilaterali. Poi chi vuole e può si accodi. Come fu con l´accordo di Schengen sulle frontiere aperte, che però non toglieva sovranità. Il comunicato ufficiale precisa: «Il governo federale è convinto che una limitata modifica dei Trattati sia necessaria …per costruire una durevole unione della stabilità». E poi: ne parliamo con tutti i partner, «naturalmente in modo intenso anche con la Francia. Germania e Francia vogliono presentare proposte comuni» per il vertice europeo del 9 dicembre. Su questo sfondo, in contropartita al blitz tedesco-francese, ecco il presidente Bundesbank apre per la prima volta all´ipotesi di eurobond, ma solo dopo una stretta integrazione nella politica finanziaria, «controlli dei bilanci e diritto d´intervento nei paesi inadempienti». Ma egli non è un "fan" degli eurobond. Berlino, e Parigi al suo seguito, cambiano di nuovo le carte in tavola tra Strasburgo e l´eurosummit. Secondo Spiegel online, «l´Europa si sta frammentando. Non solo tra i 27 membri Ue e i 17 dell´eurozona, si parla già di un terzo gruppo dei ‘Sei Stati forti´ (Germania, Francia, Olanda, Lussemburgo, Finlandia, Austria) col rating a tre a. Secondo i pessimisti, nucleo duro di un possibile euro ristretto, indifferente a lacrime e sangue a sud.