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 2011  novembre 26 Sabato calendario

I LIBRI?

metterli a posto è un gioco - Avete un pomeriggio libero e avete deciso di mettere a posto i vostri libri. Non avete un pomeriggio libero, ma se non mettete a posto la libreria saranno i libri a mettere a posto voi (scagliata da coloro con cui vivete). In ognuna delle due possibilità, mettetevi all´opera con animo sereno. Il compito è davvero oneroso solo quando i libri sono proprio tanti, ma questo, di norma, càpita solo alla gente del mestiere, cioè di chi qualche libro lo ha scritto in proprio. È giusta pena di contrappasso.
Che criterio adottare? Qualche anno fa l´artista Chris Cobb mise in opera una sua installazione alla Adobe´s library di San Francisco (titolo: There is nothing wrong in this Whole Wide World). In una notte, con una pattuglia di volontari, ridispose l´intero catalogo della libreria sugli scaffali, ordinandolo secondo i colori della costa di ogni volume. Lo scaffale rosso, il verde, il blu, il bianco, il nero... (La libreria, incidentalmente, ebbe un considerevole aumento delle vendite). Se dite: «Ho usato il metodo Cobb» avete l´alibi che nobiliterà una pratica che gli intellettuali considerano in genere troppo frivola, degna di coloro che comprano i libri a metro perché facciano bella figura in salotto.
Un compromesso in uso fra coniugi, quando uno legge molto più dell´altro, è l´ordinamento per collane: senza che il libro-oggetto (quello che ha un formato e un colore) prenda del tutto il sopravvento sul libro-testo (quello che ha un titolo e un autore), ne risulta soddisfatto il gusto estetico di chi, più che leggerli, i libri li vede. Gli Adelphi pastello, il giallo di Stile Libero, i classici di Feltrinelli... Collane disposte l´una vicina all´altra per altezza crescente o decrescente. Il metodo risulta odioso quasi solo agli studiosi, che hanno i libri in altro ordine e magari tengono radunata solo una collana particolare, come i Meridiani oppure il bianco della vecchia Nue, con le due righe rosse alla stessa altezza.
Ripercorrendo i diversi criteri alternativi individuati da Georges Perec in un suo saggio magistrale, i pro e i contro appaiono chiari. Per colore, la sistemazione è decorativa; per collana, è decorativa, ma anche editore-centrica; per nazionalità dell´autore, un po´ pedante e potenzialmente equivoca (dove mettere Eliot? Kundera? Nabokov?); per genere, sensata ma non esauriente (si sa dove mettere Chandler, ma gli Esercizi di Stile o Se questo è un uomo? ); per poetica letteraria, ideologica e datata; in ordine alfabetico, molto professionale; per data di pubblicazione, un po´ fatua. Perec non considera il criterio storicista: per data di nascita dell´autore. Per Giovanni Raboni, questo aveva il vantaggio di rendere ogni visita alla propria biblioteca un ripasso di storia della letteratura. Mal si adatta al mistico, all´esoterista, al folklorista e anche ai figli del proprietario della biblioteca, terrorizzati di cercare Balzac o Metastasio nel secolo sbagliato con l´occhio paterno puntato sulla schiena.
Qualsiasi criterio si sia adottato, sarebbe importante cambiarlo, dopo un po´. Così si ritrovano libri che non si ricordava di possedere. Ma l´espediente è anche utile perché a seconda di quelli a cui sono accostati i libri possono dare un´impressione diversa: difficile dimostrarlo, ma sentono anche loro l´influsso delle buone e delle cattive compagnie.