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 2011  novembre 26 Sabato calendario

Bimbi, stranieri, coppie la formula matematica per il condominio perfetto - Il condominio ideale esiste, lo dice la matematica

Bimbi, stranieri, coppie la formula matematica per il condominio perfetto - Il condominio ideale esiste, lo dice la matematica. Un´equazione, per la precisione, un complicato calcolo che prende in considerazione anzianità, provenienza, ambiente e persino le "nevrosi" che ognuno di noi si porta da bambino. Perché scegliersi i vicini - simpatici, disponibili, rissosi, invadenti, rumorosi - non è certo possibile. Ma se non fosse il caso a insediarli sul nostro pianerottolo, alla fine magari una soluzione sulla facciata da ristrutturare o l´ascensore da aggiustare potrebbe risultare più semplice. Certo, probabilmente non diminuirebbe la litigiosità delle assemblee condominiali, ma evitando accumuli di problemi allo stesso numero civico si comincerebbe a invertire la tendenza che negli ultimi anni ha trasformato molte periferie europee in quartieri ghetto. Dall´idea di rimescolare gli indirizzi per creare microcosmi equilibrati, è nata a Reggio Emilia, tra le stanze dell´assessorato alle politiche sociali e gli uffici dell´Acer (azienda casa dell´Emilia Romagna), la formula del condominio ideale. Un esperimento unico in Europa, che per ora incide nell´assegnazione delle case popolari, ma che può essere utilizzato per migliorare la vivibilità di strade, quartieri e città. Chiavi in mano a chi ne ha diritto, ma l´indirizzo dell´alloggio non più casuale bensì assegnato grazie a quattro nuovi parametri, messi a punto con la collaborazione del Censis e della facoltà di Psicologia dell´Università di Bologna: peso sociale, tipologia delle famiglie, distribuzione etnica e condizioni ambientali. Il peso sociale misura dipendenze, malattie psichiatriche, problemi comportamentali o sociali, attribuendo a ogni inquilino un punteggio in base a un sistema già utilizzato dai Servizi sociali. Facendo una semplice addizione si ottiene il peso reale, che deve essere confrontato con quello medio degli aventi diritto. Nei condomini in cui la situazione è migliore della media si possono inserire nuovi casi sociali, negli altri no. Il secondo parametro è la tipologia delle famiglie: più varia è, meglio è. Si parte dall´analisi della società, cioè dal conteggio degli anziani, delle giovani coppie, delle famiglie monoparentali. E si cerca di riprodurre l´equilibrio pianerottolo per pianerottolo. Procedimento analogo per la distribuzione etnica: ogni condominio, per facilitare l´integrazione ed evitare ghetti, dovrebbe riflettere un mondo sempre più vario. Infine il contesto: accessibilità, barriere architettoniche, ambiente salutare. Quest´ultimo parametro verifica il risultato del calcolo precedente, confermandolo o annullandolo. Un esempio concreto: in uno dei condomini studiati, dei 44 appartamenti quasi il 55% è assegnato ad anziani soli a fronte di una percentuale ideale del 24%. Intervenire sull´edificio significa aumentare il numero di famiglie dal 9% al 31%. «In un anno abbiamo assegnato con questa formula 170 alloggi - precisa Marco Corradi, responsabile Acer di Reggio Emilia - e i risultati sono positivi: nei condomini più problematici il carico è stato alleggerito del 25%». Dall´edilizia pubblica a quella privata. «La formula può essere impiegata per riqualificare quartieri difficili - spiega Matteo Sassi, assessore alle politiche sociali - perché una volta fotografata la situazione il pubblico può intervenire recuperando alloggi da destinare a studenti o giovani coppie. O ancora si possono prevedere quote di edilizia agevolata o si può agire sui costruttori affinché realizzino appartamenti di taglio diverso e quindi destinati ad acquirenti differenti». Sorride l´architetto Pier Luigi Cervellati, da una parte contento che ci sia ancora chi sogna città ideali e si misuri con le utopie urbanistiche, ma preoccupato che le nuove strategie finiscano con il dare carburante all´edilizia. «Qualsiasi strategia deve partire dal recupero degli immobili esistenti, non da altri mattoni. Se l´operazione di Reggio Emilia va in questa direzione non può che essere encomiabile. Le nostre città devono tornare ad avere una regia pubblica che governi il mercato e non che lo assecondi». Fermo restando che per quanto perfetta, nessuna formula matematica pacificherà un´assemblea condominiale: giovani o anziani, italiani o stranieri, single o con prole, l´attaccabrighe del piano di sotto è destinato a restare l´inevitabile costante.