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 2011  novembre 26 Sabato calendario

Paura per le prossime scadenze i trader chiedono aiuto alla BCE - MILANO - Un´asta "orribile" l´hanno definita i trader consultati dal Financial Times, secondo i quali a questi tassi il rifinanziamento del debito italiano diventa "insostenibile"

Paura per le prossime scadenze i trader chiedono aiuto alla BCE - MILANO - Un´asta "orribile" l´hanno definita i trader consultati dal Financial Times, secondo i quali a questi tassi il rifinanziamento del debito italiano diventa "insostenibile". Ma se si ascoltano i banchieri centrali, da Ignazio Visco a Jens Weidmann, capo della Bundesbank, la situazione non sarebbe così drammatica perché «il paese è in grado di superare con i propri mezzi le attuali difficoltà». Certo quella di ieri è stata un´altra giornata campale per operatori e banche che operano sul reddito fisso. E lo si sapeva già dalla vigilia. «Siamo primary broker e dobbiamo rinnovare 50 milioni in asta - diceva in mattinata il responsabile di una grande banca europea - ma forse ci conviene dare una delusione al Tesoro e proteggere il nostro conto economico da una minusvalenza». Il messaggio non è certo rassicurante. Dall´estero ormai tutti gli investitori fanno fatica a partecipare alle aste di titoli di stato italiani, anche gli investitori asiatici stanno disertando gli appuntamenti, anche quelli delle aste francesi e belghe. I grandi fondi internazionali si stanno allontanando progressivamente dall´area euro, puntano sul dollaro, sulla sterlina e sul franco svizzero. Insomma sulle valute le cui banche centrali possono battere moneta, nell´occasione. Ma in Italia la situazione è più difficile perché le scadenze "monstre" sono dietro l´angolo. Non tanto quelle di fine novembre, con 5 miliardi di Btp in scadenza, ma piuttosto quelle di febbraio 2012, con circa 40 miliardi di Btp da rinnovare. «Quello scoglio non si supera», dicono in coro gli operatori, «lì tutti i nodi verranno al pettine». E allora qualcuno si spinge a comprare i Bot a due mesi sul mercato secondario, quelli che scadono a fine gennaio e che rendono più del 4%, un´enormità rispetto a qualche mese fa. «In più sono quelli che verranno toccati per ultimi da una eventuale patrimoniale», consiglia un gestore. Ma chi può essere sicuro che la situazione non precipiterà da qui a fine gennaio? In un report uscito proprio ieri la banca d´affari giapponese Nomura titola: "Fine dei giochi, senza un´azione della Bce la rottura dell´euro è probabile, non solo possibile". Insomma l´unico modo per tenere ancora insieme il tutto è riposta in una mossa forte da parte di Mario Draghi, una sorta di "quantitative easing" europeo, una immissione di liquidità nel sistema bancario, con una tempistica che «dipenderà da fattori esogeni, come il fallimento di alcune aste». La speranza è che si arrivi in tempo. «C´è un rischio significativo che la mossa della Bce arrivi troppo tardi e sia troppo contenuta per fermare la crisi a questo stadio. Ma noi crediamo che si possa fare ed evitare così la rottura dell´euro, anche se il rischio in questo senso è aumentato». Per chi ancora non lo sapesse, è una corsa contro il tempo. A ben poco servirà, purtroppo, il Btp day in programma lunedì quando le principali banche invoglieranno i risparmiatori italiani a comprarsi titoli di stato sul mercato secondario, azzerando le commissioni per un giorno. Pannicelli caldi, a meno che non arrivi a breve una "patrimoniale" o un provvedimento forzoso di entità tale da annunciare che le aste italiane del 2012 sono "coperte" dalla ricchezza dei privati. Altrimenti si va verso l´uscita della Germania dall´euro, un ritorno al marco forte che permetterebbe agli altri paesi, Italia inclusa, di svalutare e ricominciare a esportare in misura massiccia. Come negli anni ´80 e ´90.