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 2011  novembre 27 Domenica calendario

IL LINCIAGGIO DI NEW ORLEANS UNA CRISI ITALOAMERICANA

Ho letto che nella seconda metà dell’800 il Regno d’Italia e gli Stati Uniti d’America ebbero una controversia durante la quale l’Italia minacciò di inviare la sua flotta contro la repubblica stellata (non dimentichiamo che noi avevamo all’epoca il «Duilio», la più potente corazzata del mondo, una nave che — secondo il senatore americano Bonjean — avrebbe potuto da sola distruggere l’intera flotta americana). Come andarono le cose?
Antonio Giordano
giordanoantonio@virgilio.it
Caro Giordano, suppongo che lei si riferisca a un caso accaduto a New Orleans nel marzo del 1891. Vi era allora, nella maggiore città della Louisiana, una comunità italiana composta soprattutto da pescatori siciliani. Qualche mese prima, nell’ottobre del 1890, il sovrintendente della polizia era stato ferito da cinque uomini e aveva detto in punto di morte, a quanto pare, che i suoi assassini erano italiani. Nei mesi seguenti vi fu un processo contro nove sospetti italiani arrestati dalla polizia, ma il tribunale li assolse perché la loro responsabilità non poté essere provata «al di là di ogni ragionevole dubbio».
La comunità siciliana festeggiò l’avvenimento e la bandiera della Trinacria fu alzata al disopra di quella americana sui pescherecci all’ancora nella rada del porto di New Orleans. L’assoluzione e i festeggiamenti furono accolti con un proclama che esortava la gente della città a fare giustizia con le sue mani. Un gruppo di manifestanti si riunì in una piazza, un avvocato (William Parkerson) ne prese la guida e da qualche parte saltarono fuori centocinquanta carabine che passarono rapidamente da una mano all’altra. Non erano popolani inferociti e ubriachi, ma a quanto pare, secondo le descrizioni dell’epoca, «avvocati, dottori, banchieri e in genere eminenti cittadini». Questi «galantuomini» dettero l’assalto alla prigione, ne forzarono l’ingresso e s’impadronirono di undici detenuti italiani. Due furono impiccati, gli altri uccisi a colpi di fucile. Un giornalista chiese a Parkerson se non gli era parso «poco coraggioso sparare a un gruppo di uomini disarmati, ammassati in una stanza chiusa». Parkerson rispose: «Certo, non è coraggioso attaccare un uomo disarmato, ma quelli, per noi, erano altrettanti rettili». Chi desideri altre notizie su questo eccidio le troverà in un capitolo intitolato «Il linciaggio di New Orleans del 14 marzo del 1891» in un’opera collettiva apparsa a New York nel 1974 e intitolata «A documentary history of the Italian Americans».
L’Italia sospese le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e mandò una nave da guerra per rimpatriare gli italiani che volevano abbandonare la città. Non conosco il nome della nave, ma non si trattò del «Caio Duilio», una potente corazzata costruita nei cantieri di Castellammare di Stabia e varata nel 1876. La nave operò soltanto nel Mediterraneo e rimase in servizio fino al 1890.
Sergio Romano