Mattias Mainiero, Libero 26/11/2011, 26 novembre 2011
GRILLO L’INDIGNATO SI OFFRE AL PROF COME CONSIGLIERE
Certo che ci vuole una bella faccia tosta: prima lo insulta, prima lo chiama commissario liquidatore, lo dipinge come un onest’uomo che ha fatto il colpo di Stato, lo paragona al maresciallo Badoglio e addirittura si duole che all’uscita dal Quirinale, dopo la nomina a senatore a vita, non sia stato arrestato dai carabinieri. Prima si scaglia contro le banche e i poteri forti dicendone di tutti i colori. Poi, umilmente, chiede udienza al capo del governo dei tecnici e dei banchieri per illustrargli il suo programma. Addirittura, offre a Mario Monti suggerimenti e consigli (ovviamente non richiesti) per farlo arrivare alla scadenza del 2013, quella, per dirla con le sue parole, «decisa a Washington, Parigi e Londra» e non certo qui in Italia.
Beppe Grillo non si smentisce: il suo forte restano le barzellette, anche politiche. La sua più spiccata qualità è l’incoerenza, soprattutto politica. Lui, difensore degli umili, degli oppressi, naturalmente degli extracomunitari, qualche giorno fa ha mandato a quel paese Giorgio Napolitano, «impiegato dei partiti» che aveva chiesto la cittadinanza italiana per i figli degli immigrati. Lapidario: «A decidere dovranno essere i cittadini». Ora scrive a Mario Monti proponendosi come suo consulente di fiducia.
L’indignato col piattino in mano. Questa ci mancava. E voi non dite: chi se ne frega, Grillo è solo un comico, un comiziante, un demagogo, Grillo fa di tutto per cercare notorietà. Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle, secondo un recente sondaggio dell’istituto Swg, se gli italiani andassero oggi al voto, riscuoterebbero il 5,5 per cento dei consensi. Più di Futuro e Libertà. Quasi quanto l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Intenzioni di voto. Pessime intenzioni. Parliamo di un comico, ma con la tragedia dell’antipolitica che in Italia si fa sempre più strada. Conviene approfondire.
Scrive Beppe Grillo sul suo blog: «Cittadino Monti, lei ha una legittimità relativa a ricoprire la funzione di presidente del Consiglio». Sorvoliamo su quel “cittadino” che evoca teste mozzate e bagni di sangue. Andiamo al sodo: per Grillo, come abbiamo visto e come lui stesso ribadisce nella lettera aperta al Premier, Monti è un mezzo impostore, un abusivo «nominato dallo spread, non dagli italiani». Però il presidente del Consiglio è nato con la camicia (celeste), oltre che con il loden, visto che ha le mani quasi libere e che, succedendo «al peggior governo degli ultimi 150 anni», non può fare di peggio. E per questo Beppe Robespierre si offre come alleato.
Primo consiglio: «rispettare la volontà popolare». E quale sarebbe questa volontà popolare? Tra l’altro, evitare l’inutile distruzione della Val di Susa. Il signor 5,5 per cento (ma chi saranno questi ipotetici elettori?) deve aver fatto un referendum notturno giungendo alla conclusione che le sue volontà sono anche le nostre. Lui ha un odio particolare per la Tav. Ergo, tutti gli italiani, o almeno la maggioranza degli italiani, devono avere lo stesso odio. Limpido esempio di democrazia partecipativa. Ma tant’è. L’anti - politica, spesso, ha un difetto: è un guazzabuglio ideologico intriso di populismo che si pone come ultimo fine la prosecuzione della politica (anche la peggiore politica) con altri mezzi. Se necessario, pure con le bugie. O le esagerazioni. O le millanterie. O le promesse che rimarranno tali. O le banali, a volte banalissime analisi ad uso e consumo di chi ci casca. Beppe Grillo non fa eccezione. Anzi.
Sentite questa, punto secondo dei comandamenti grilliani: «il popolo italiano ha le tasse più alte d’Europa e, allo stesso tempo, un’enorme evasione. Significa che pagano sempre gli stessi, è probabile che solo su di loro graverà il cosiddetto “risanamento”». La Palisse, al confronto, era un principiante. Individuato il male, ecco la medicina: prima di qualunque tassa sulla casa, prima della patrimoniale o dell’aumento dell’Iva, bisogna tagliare i costi inutili. Ci inchiniamo di fronte a tanta profondità di pensiero. Elenco dei costi inutili: la Gronda di Genova, l’Expo di Milano e la Tav, cioè Val di Susa. Cioè Grillo ha proprio una mania, una fissazione. Tav e ancora Tav. E se non è Tav è Val di Susa. Verrebbe voglia di abolire sul serio la Tav: basta, fine dell’alta velocità, ha ragione il comico, la crescita non può basarsi sul cemento, e neppure sulle rotaie. L’economia nazionale ne subirà un colpo, ma almeno, realizzato il suo corposo programma, Grillo se ne andrà in pensione.
Fine dei consigli? Neanche per sogno. Il leader del Movimento 5 Stelle questa volta è proprio prodigo di suggerimenti: momento eccezionale, eccezionale sforzo comico.
Terzo punto: riportare le concessioni autostradali sotto la gestione statale. Scrive Grillo: «È corretto che, se c’è un guadagno di miliardi di euro», questo rimanga allo Stato. Strano, non è una fesseria.
Quarto e ultimo punto (il programma non era poi tanto sterminato): Monti, anche se ha studiato dai gesuiti, deve fare come i francescani. Deve spogliarsi «delle sue relazioni con il mondo che lo ha nominato e rivolgersi direttamente agli italiani». Tutto sommato, sembra il punto numero uno (il programma è striminzito). E per dire queste quattro cose l’indignato italiano numero uno scrive una lettera al presidente del Consiglio sollecitandogli un incontro e sperando in una risposta positiva.
Egregio comico, col suo permesso, un consiglio a Mario Monti vorremmo darlo anche noi: signor presidente del Consiglio, riceva Beppe Grillo, lo faccia sentire importante, gli dedichi qualche minuto del suo prezioso tempo. Si tratta di quattro cosette quattro: quanto tempo ci vorrà? Cinque minuti? Dieci? Grillo dirà: presidente, no Tav, no Val di Susa. Lei ascolterà. Lui ripeterà: presidente, no Tav, no Val di Susa. Lei continuerà ad ascoltare. Poi lo ringrazierà e lo saluterà. E non ci sarà neppure bisogno di chiamare gli infermieri. Lo riceva. Dieci minuti compreso il caffè di rito. Si può fare. Ad un patto: caffè decaffeinato. Non si sa mai: Grillo è sempre Grillo. Anche nei programmi.
Mattias Mainiero