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 2011  novembre 25 Venerdì calendario

Il colpo grosso della tv che ci lasciò a bocca aperta - Che peccato.Nel ’94 Silvio Ber­lusconi è entrato in politica e allo­ra tutto ciò che aveva fatto prima era viziato e un po’ fasullo

Il colpo grosso della tv che ci lasciò a bocca aperta - Che peccato.Nel ’94 Silvio Ber­lusconi è entrato in politica e allo­ra tutto ciò che aveva fatto prima era viziato e un po’ fasullo. Pecca­to, però. Perché, com’era bella quella tv. Spumeggiante e postmo­derna. Sfrontatamente pop. Priva di sovrastrutture. C’era un mon­do nuovo da rappresentare. Tra­scurato dai canali tradizionali del pensiero, dalla suddivisione della politica nelle due grandi chiese, comunista e cattolica,dall’egemo­nia culturale inclinata da una par­te. Chi era fuori era considerato un tantino naïf. In quel clima, ipo­tizzare la competizione con la tv di Stato voleva dire passare per vi­sionario. Si sa com’è andata. Ma agli occhi di Massimo Coppola e Alberto Piccinini, autori dell’ At­lante illustrato della tv ’80-’94 (Isbn edizioni, pagg. 360, euro 19,90), l’epopea della tv degli Ot­tanta, tutta e non solo quella com­merciale, vera causa della degene­razione, risulta ora macchiata dal peccato originale della discesa in campo. Tesi arcinota, persi­no abusata, che nem­m­eno la sinistra illu­minata sostiene più. E che, in veri­tà, nell’album fo­tografico di quel quindicennio co­­lorato, spunta a mo’ di parentesi ideologica nella pre­f­azione e nella foto fina­le, quella de«L’Italia è il Pae­se che amo». In mezzo, decine d’immagini corredate da didasca­lie che tradiscono grande empa­tia verso quella televisione. E che sono un viaggio nell’estetica del­l’epoca: trash e futurismo, eroti­smo spensierato, disimpegno cial­trone. Così, mentre Beppe Grillo che «una volta faceva ridere» spunta tra i grattacieli della Gran­de Mela con t-shirt I love New York , un’euforica Loretta Goggi in versione fantino è trainata da un uomo-cavallo in costume fanta­scientifico. La guerra dell’audience è di là da venire. Ma quando il cowboy di Dallas Larry Hagman sorride in gondola a Venezia, anche a Viale Mazzini cominciano a preoccu­parsi. Quello spaccato d’Ameri­ca, preceduto dal passaggio al Bi­scione di Mike Bongiorno, funzio­na meglio in un canale che invita a vivere da ricchi. Ogni eroe del nuo­vo corso rompe un tabù, scardina uno schema.Un po’ America e un po’ Brianza,un po’ edonismo e un po’ perbenismo.La borghesia gio­ca la sua rivincita sugli anni ’ 70 e ci si può finalmente divertire. La signorina buonasera Eleono­ra Brigliadori indossa calze di piz­zo e «mostra con chiarezza la via del futuro». Corrado Mantoni inaugura la tv per casalinghe con Il pranzo è servito e, da romano tra­piantato al nord, si aggira stranito in una casa di ringhiera. Amanda Lear affianca Claudio Cecchetto in Premiatissima . Scandalizza Drive in , il più peccaminoso dei va­rietà. Carmen Russo abbraccia un pilastro,Ezio Greggio e Gian­f­ranco D’Angelo lancia­no la comicità de­menziale con As Fi­danken. Poi Gior­gio Faletti, Fran­cesco Salvi, Teo Teocoli e soprat­tutto loro, le ragazze drive in. «Per anni e fino ai nostri giorni- annota­no gli autori- ci si chiederà se le tet­tone scelte da Antonio Ricci come mascherine e ragazze pon pon fos­sero una parodia oppure la cruda realtà. I telespettatori più giovani sembravano non avere dubbi». In Rai Pippo Baudo è ancora pettina­tissimo e gli studi hanno un sapo­re ministeriale. Per fortuna che c’è la Carrà. Ma bisogna aspettare il Funari di A bocca aperta (1986) per vedere un talk show scapiglia­to. Edvige Fenech vestita di cel­lophane turba i ragazzi di Raiuno con Immagina , mentre su Italia 7 lampeggia il più esplicito Colpo grosso . In Rai si comincia a svolta­re co­n le ragazze coccodè di Indie­tro tutta e il Fantastico di Celenta­no. A Italia sera (Bonaccorti in mi­se tigrata e Mino Damato) spunta l’ infotainment . Nell’89 parte Stri­scia la notizia , il tg del post-Drive in . E mentre Sabina Guzzanti in­dossa un tubino azzurro a I fatti vo­stri , Sabrina Salerno è ritratta «in piccantissima posa da giovanissi­ma educanda traviata». Il cast del Maurizio Costanzo Show è unal­bum nell’album. Lilli Gruber si­mula un bacio con le labbra di allo­ra e la squadra del Tg5 fa cheese al fotografo. Poi il Karaoke con Fio­rello in rosa. Ma prima del discor­so della calza sulla telecamera ec­co due pagine nere, per dire che tutto era premeditato. E che in re­altà sono l’autoconfessione degli autori, pentiti di aver amato que­gli anni e quella tv. Sì, ci siamo di­vertiti, ma forse non dovevamo.