GIUSEPPE MARCENARO, La Stampa 26/11/2011, 26 novembre 2011
“Le Clézio, illeggibile, Dario Fo ridicolo”: Bloom stronca i Nobel - Una «non recensione» per l’arrivo in Italia dell’ultimo libro di Harold Bloom
“Le Clézio, illeggibile, Dario Fo ridicolo”: Bloom stronca i Nobel - Una «non recensione» per l’arrivo in Italia dell’ultimo libro di Harold Bloom. Segnalazione semmai. Per consentire a qualche sublime maniaco d’oggi di rinvenirlo nella slavinata della inutilmente sprecata carta ammonticchiata nei magazzini librari a supersconto. E anche per fare l’elogio di un inesausto uomo di lettere che da oltre mezzo secolo, «reazionario e sublime», difende l’onore della letteratura. Ha scritto una trentina di opere che, a vario titolo, hanno rivoluzionato la critica letteraria. Suscitando accese polemiche. Bloom difende l’arte della lettura. Di quella strana e superba onanistica funzione dell’individuo che ancora abbia affezione per quell’impunito vizio di trovare in un libro non «il passatempo», ma la controfigura esistenziale del proprio modo di essere. Sostiene Bloom che i grandi scrittori sono quelli che espandono la nostra coscienza. E che non si deve sottostare a quella industrial-mercantil-consumistica dilettevole scrittura in forma di libro, a quel politically correct in base al quale basta scoprire un’esquimese, come minimo lesbica o perseguitata dalla sorte, che metta parole in fila, per conclamare la nascita di un grande scrittore. E non basta aver fatto vorticose comparsate televisive, sedere in un scranno parlamentare, o messo in ficco una parade di goal per autorizzarsi a raccontare «storie» della propria vita. Pretendendo che altri le legga. Bloom è per la letteratura come stile di vita. Qualche anno fa scandalizzò la sua lista di «precedenze letterarie», dove erano elencati con un graduale di merito gli scrittori che avevano dato senso alla loro presenza nel mondo. Lasciò sul campo briciolame e forfore «di gran successo». Scoprì poi che la sua lista aveva sortito l’effetto di aumentare il numero di gente incolta che si fa suggestionare dagli elenchi e non dai libri. D’altra parte l’odierna «critica letteraria» si esercita con le classifiche. Bloom difende invece l’estetica della scrittura e della lettura. Non teme di esaltare la trama segreta di soggettività, emulazione, gioco mimetico: il cortocircuito che si stabilisce tra chi sa leggere e la pagina evocatrice di un’aura carica di risonanze ed emozioni che durano per tutta la vita. Il tema dell’ultimo suo stupefacente Anatomia dell’influenza . La letteratura come stile di vita - il libro che si segnala - è «il romanzo» di un’avventura. È la storia del formarsi di capolavori letterari attraverso i secoli che lottano con i capolavori che li hanno preceduti. Leggerli e comprenderli fino in fondo significa ricostruire le mosse di questa battaglia formata da «invenzioni», rimandi e segrete «appropriazioni», citazioni «saccheggiate». Appunto la letteratura come stupefacente battagliero sistema sanguigno che sottende la radiografia dell’esistenza umana. I capolavori vivono in continuo colloquio tra loro anche da secoli diversi. Però in una galassia «altra». E qualcuno ripullula in quell’intrugliato mar dei sargassi che è l’esplosione corriva della «scrittura contemporanea» dove il mercato tiene mano ovviamente alla «merce scritta». Bloom è severissimo. Parte dai «sublimi antichi» e alla contemporanea resa dei conti è difficile dargli torto quando sostiene che lo stesso premio Nobel, additando geni, compie superbe nefandezze: «Un premio che viene conferito ad ogni idiota di quinta categoria... JeanMarie Gustave Le Clézio, illeggibile, Dario Fo semplicemente ridicolo, Doris Lessing firma fantascienza femminista». Considera Stephen King autentica spazzatura. Qualcuno però salva: « Meridiano di sangue di Cormac McCarthy, un libro straordinario». Quella di Bloom è anche la sublime arte di far autobiografia attraverso la lettura. Dopo il celeberrimo Canone occidentale , pubblicato in Italia nel 2008 con una puntuale prefazione di Andrea Cortellessa, per l’approccio alle sublimi stranezze del testo letterario, adesso un’altra guida. Per farci scoprire cosa siamo diventati.