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 2011  novembre 25 Venerdì calendario

UN CAMPIDOGLIO BIS DA 193 MILIONI

La parola chiave è «finanza di progetto»: un’amministrazione deve costruire un’opera, i soldi pubblici latitano e quindi si fa affidamento su soggetti privati, che però pretendono un ritorno. Gianni Alemanno, sindaco di una Roma sempre più a mano armata, ha deciso di seguire questo modello.

Sul piatto c’è la progettazione e successiva costruzione del maxicomplesso «Campidoglio 2», ovvero una sede nuova di zecca per molti dipartimenti comunali. Investimento, ça va sans dire, un bel po’ pesante: 193 milioni di euro. È questa la cifra che Roma Capitale ha scritto sui documenti predisposti proprio nei giorni scorsi per dare il via alle procedure di appalto. L’obiettivo finale è affidare tutto il pacchetto in concessione a imprese private. Chi si aggiudicherà l’appalto, e quindi la concessione, in sostanza avrà l’onere di progettare, costruire e gestire il supercomplesso immobiliare. Ma cosa ci guadagnerà in cambio?

Semplice. Il disciplinare di gara informa che «il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’investimento e della connessa gestione è prodotto dal corrispettivo di un canone annuale a carico dell’amministrazione concedente per un importo presunto di 17 milioni di euro». Insomma, il comune di Roma si sistemerà nei suoi nuovi spazi, circa 115 mila metri quadrati tra via Ostiense, via Cristoforo Colombo e i Mercati generali, ma dovrà versare ai privati un affitto di 17 milioni l’anno. E qui, naturalmente, è importante sapere quanto durerà la concessione di cui parlano i documenti di gara. Si tratta di un periodo «pari a un massimo di 30 anni». Per carità, ci sono ancora margini di incertezza, ma le carte fissano due cifre: 17 milioni (pur presunti) per 30 anni (pur come stima massima). Se alla fine le grandezze dovessero effettivamente rivelarsi queste, il comune verserebbe al termine del periodo risorse pubbliche per 510 milioni, ben superiori ai 193 milioni che saranno messi sul piatto dai privati per la realizzazione del progetto. Ma il comune di Roma, in ogni caso, ritiene che tutto il meccanismo porterà a risparmiare risorse sui canoni d’affitto, visto che i 17 milioni annui sono nettamente inferiori rispetto ai circa 40 oggi versati dalla capitale per avere degli spazi.

Si tratta un po’ di una sfida, allora, per un progetto che affonda la sue radici nella giunta guidata da Walter Veltroni e che Alemanno ha prima stoppato e poi rilanciato su basi diverse, appunto scommettendo molto sullo strumento della finanza di progetto. Nei 193 milioni di euro, la voce più consistente è rappresentata dai 163 milioni previsti per i lavori veri e propri. Il resto è fondamentalmente rappresentato da forniture di arredi, da servizi di trasloco e spese per commissioni e collaudi vari. Infine i tempi. Il termine ultimo per completare il complesso è stato fissato in 980 giorni.