ANGELO AQUARO , la Repubblica 23/11/2011, 23 novembre 2011
Questo piccolo mondo moderno i gradi di separazione ora sono 4 - Signore fatevi belle: la probabilità di ritrovarvi stasera a cena con Will Smith è scesa da sei a quattro gradi di separazione - o poco più
Questo piccolo mondo moderno i gradi di separazione ora sono 4 - Signore fatevi belle: la probabilità di ritrovarvi stasera a cena con Will Smith è scesa da sei a quattro gradi di separazione - o poco più. E voi ragazzoni: sveglia. E mettetevi in tiro. La stangona svedese dei sogni è molto più vicina di quanto avevate mai immaginato: a soli 4,16 amici da voi. Questa è scienza e non fantascienza. Matematica pura applicata al mondo virtuale per migliorare la nostra vita reale: una ricerca condotta su Facebook che rivive nel salotto di casa. Un´avventura che comincia nei laboratori dell´Università Statale di Milano e sbuca nei corridoi di Palo Alto dove si aggira Mark Zuckerberg. Ricordate «Sei gradi di sperazione»? Il film tratto dall´opera teatrale di John Guare che lanciò, ormai 18 anni fa, il giovanissimo Will Smith, era ispirato a una ricerca di uno psicologo americano che aveva fatto scalpore, Stanley Milgram. Ma pochi sanno che anche Milgram, in quel suo «The Small World Problem», anno 1967, aveva rilanciato a sua volta le idee di un autore ungherese degli anni 30, Frigyes Karinthy: siamo tutti collegati l´uno all´altro - diceva il racconto «Catene» - attraverso una catena, appunto, di non più di sei conoscenti. Karinthy non era solo un visionario. Era un intellettuale impregnato della cultura del suo tempo che vagheggiava, e temeva, quel «mondo nuovo» (ricordate Aldous Huxley?) in cui tutto era perfettamente misurabile e programmabile. Un clima di pensiero in cui fiorirono i primissimi semi dell´informatica e di quella rivoluzione che avrebbe portato alla nascita del web. Toccò allo psicologo americano dimostrare che l´immaginifico ungherese aveva ragione. Ma alla fine degli anni �60 Internet era ancora in fasce e per misurare la socialità lo studioso dovette accontentarsi della posta, spiega ora Paolo Boldi, il professore associato della Statale di Milano che col collega Sebastiano Vigna e il dottorando Marco Rosa ha firmato la nuova ricerca dopo essere stato cooptato da Lars Backstrom: il cervellone della Cornell University a cui non è parso vero sperimentare su Facebook, per cui lavora, il software realizzato dagli italiani. Milgram, dunque, usò 296 volontari, chiedendo a ciascuno di mandare una cartolina a un amico che l´avrebbe rimandata a un altro: in una catena di Sant´Antonio che alla fine avrebbe permesso di calcolare nel numero di sei persone la distanza che ci separa da chichessia. Oggi Boldi e il suo gruppo hanno potuto usufruire dei 721 milioni di utenti di Facebook (all´agosto 2011) per calcolare che la distanza reale è inferiore. Tra noi e Will Smith o Lady Gaga ci sarebbero solo 4,74 gradi di separazione. Ma allora Milgram aveva torto? No: la verità è che aveva ragione il solito Karinthy quando prevedeva che il mondo si sarebbe sempre più «ristretto». L´apparente paradosso è proprio questo: più siamo - nella vita reale, con la popolazione mondiale che ha ormai raggiunto i 7 miliardi, ma anche in quella virtuale dei social forum - e più siamo vicini. I dati riportati dal New York Times si interpretano meglio con quelli che i ricercatori rivelano a Repubblica. Nel 2008, all´alba di Facebook, quando gli iscritti al social forum erano solo 56 milioni, i gradi di separazione erano 5,28. Ma c´è di più. Lo studio italiano ha cercato per la prima volta in indagare anche geograficamente le distanze. E qui l´altra scoperta: se la media di separazione nel mondo è di 4,74, la media tra un italiano e un italiano (su poco meno di 20 milioni di iscritti a Facebook) è di soli 3,90 amici. E quella tra un italiano e, per esempio, uno svedese è sempre inferiore alla media globale: 4,16. Ma ci possiamo fidare? La ricerca, spiega Boldi, ha escluso gli iscritti con più di 500 seguiti. Lady Gaga per esempio ha su Facebook 45 milioni di amici: un numero che falserebbe qualsiasi studio. Però è vero, nota il professore, che «il mondo è più piccolo non grazie al comportamento di tutti, ma a quello di pochi». Il termine tecnico è "hub": cioè persone con un´attività sociale così elevata - magari per lavoro - da trainare tutti noi. E qui la prospettiva si fa ancora più affascinante. Il mondo si fa sempre più piccolo e da sei gradi di separazione siamo passati a quattro: ma a quale distanza ci fermeremo? «Un grado vorrebbe dire che tutti siamo amici di tutti». Beh, un po´ improbabile. «Però due gradi vorrebbe dire che da chiunque, al mondo, ci separerebbe soltanto un amico». Wow, allora sì che Will Smith ci aspetterà davvero dietro l´angolo: peccato che il mondo sarà così piccolo che ci sarà anche Jack lo Squartatore.