ENRICO FRANCESCHINI , la Repubblica 23/11/2011, 23 novembre 2011
Thomas Cook perde il 70% in Borsa, voci di crac - londra - La crisi del settore turistico, una delle tante facce della crisi economica, rischia di mietere una vittima illustre
Thomas Cook perde il 70% in Borsa, voci di crac - londra - La crisi del settore turistico, una delle tante facce della crisi economica, rischia di mietere una vittima illustre. In Gran Bretagna e in buona parte d´Europa è da quasi due secoli il simbolo di vacanze a basso prezzo per famiglie, ma presto potrebbe diventare un altro sinonimo di crisi e bancarotta. Thomas Cook, primo tour operator britannico e numero due d´Europa, ha perso ieri il 75% del suo valore in Borsa dopo avere annunciato nuove trattative con le banche creditrici per arginare una situazione finanziaria sempre più difficile. La società ha deciso inoltre di rinviare la diffusione dei risultati dell´ultimo trimestre, prevista per domani, fino alla conclusione del negoziato con gli istituti di credito. Il suo amministratore delegato cerca di rassicurare i mercati sostenendo che la Thomas Cook è un´azienda «robusta» con un «grande futuro», ma gli analisti della City non ne sembrano altrettanto convinti e fanno circolare previsioni di un possibile fallimento. Il fuggi fuggi dal titolo del tour operator è stato aggravato dal fatto che appena un mese fa la Thomas Cook aveva concluso un altro accordo con le banche per ottenere un prestito di 100 milioni di sterline. Secondo le indiscrezioni, ora avrebbe chiesto un credito di altri 100 milioni. Ma non è chiaro se le sarà gettato un nuovo salvagente, considerato che a questo punto il suo titolo ha perso dall´inizio dell´anno il 95% del valore. C´è il rischio che nei prossimi giorni i fornitori e perfino la Civil Aviation Authorithy, l´agenzia governativa che regolamenta i trasporti aerei, mettano in dubbio la capacità dell´azienda di accettare nuove prenotazioni; e del resto la notizia del nuovo tonfo in Borsa e della richiesta di un nuovo prestito ha dominati per tutta la giornata i bollettini televisivi della Bbc, producendo una pubblicità negativa che potrebbe indurre i viaggiatori a starne comunque alla larga. Fondata 170 anni fa, la Thomas Cook ha 19 milioni di clienti all´anno, 45 aerei e uno staff di 30mila dipendenti: se andasse in bancarotta lascerebbe un grosso buco nell´economia del settore turistico del Regno Unito. Sam Weihagen, facente funzioni di presidente e amministratore delegato dall´agosto scorso, quando il suo predecessore si è dimesso, cita due ragioni per la crisi che ha colpito la società: le continue difficoltà dei Paesi dell´eurozona, che hanno diffuso in tutta Europa la paura di una nuova recessione; e le turbolenze politiche in Egitto, Tunisia, Marocco, tradizionali mete per i viaggi organizzati della Thomas Cook, che hanno visto precipitare fino a quasi zero le prenotazioni. «Questa è una grande azienda con eccellenti segmenti di affari al di fuori della Gran Bretagna, come per esempio in Scandinavia e in Germania - afferma Weihagen - continuo a pensare che siamo un´azienda solida e con un grande futuro». Ma gli operatori della City commentano che i nuovi sviluppi creano «più domande che risposte» sulla capacità di sopravvivenza della Thomas Cook, e prevedibilmente la concorrenza approfitterà del suo malessere per portarle via altre fette di mercato e peggiorare ulteriormente la situazione.