MAURO FAVALE la Repubblica 23/11/2011, 23 novembre 2011
Far West a Ostia, uccisi due boss legati alla banda della Magliana - OSTIA - In via Antonio Forni, a due passi dal lungomare e dall´idroscalo di Ostia, pochi chilometri da Roma, l´asfalto umido di pioggia non ha ancora cancellato la grande macchia di sangue al centro della strada
Far West a Ostia, uccisi due boss legati alla banda della Magliana - OSTIA - In via Antonio Forni, a due passi dal lungomare e dall´idroscalo di Ostia, pochi chilometri da Roma, l´asfalto umido di pioggia non ha ancora cancellato la grande macchia di sangue al centro della strada. È quel che rimane davanti agli occhi di tutti della sparatoria di ieri pomeriggio quando, verso le 16.30, a 50 metri da un supermercato e da un tabacchino, sotto i colpi di una 7,65 e di una calibro 9 sono morti Francesco Antonini, detto "Sorcanera", 51 anni, e Giovanni Galleoni, 40 anni, per tutti "Bafficchio". Soprannomi affibbiati a due boss di quartiere cresciuti, tra azzardo, usura, estorsioni e droga, alla "scuola" della Banda della Magliana, sfaldata da anni eppure marchio indelebile di un passato che nella capitale, soprattutto quest´anno, è stato rievocato ogni volta che un cadavere veniva rimosso dalla strada. Quello che non si può vedere, protetto dal nastro steso dalla squadra mobile di Roma, è dentro un bar in ristrutturazione, teli bianchi di plastica su bancone e tavoli, teatro della sparatoria. Lì dentro c´è il corpo di Antonini, freddato senza potersi difendere. A terra 8-9 bossoli. Galleoni, invece, ha provato a scappare ma è stato raggiunto dalle pallottole e si è accasciato in mezzo alla strada. È morto, pochi minuti dopo, in ambulanza. La dinamica dell´agguato non è ancora chiara. Le due vittime erano arrivate in via Forni insieme al titolare del bar all´angolo con via del Sommergibile e a un operaio. I killer, probabilmente più di due, li stavano seguendo con la loro auto, scura e di grossa cilindrata. Hanno iniziato a sparare appena "Sorcanera" e "Bafficchio" sono usciti dalla macchina. Un colpo ha anche mandato in frantumi il lunotto dell´auto sulla quale viaggiavano le vittime. Poi, dopo aver concluso l´azione, i killer sono fuggiti verso il lungomare. Rimasti illesi, invece, il titolare e l´operaio che hanno ingranato la marcia e sono scappati. La polizia li ha rintracciati in meno di un´ora. Interrogati per tutta la notte, da loro gli inquirenti vogliono sapere la dinamica esatta e i motivi del duplice omicidio. Ma potrebbero collaborare anche i numerosi testimoni che hanno assistito alla scena. Forse qualcuno di loro ha preso il numero di targa dell´auto guidata dai killer. Non sarà facile, però. La polizia, quando è arrivata sul posto, ha dovuto chiamare i rinforzi per tenere a bada la rabbia dei residenti che facevano da scudo ai corpi delle vittime. Il simbolo del clima di omertà in un quartiere, Ostia ponente, tra i più difficili del litorale. Lì, a due passi, c´è piazza Gasparri, area di spaccio molto frequentata. Una statua ricorda Pier Paolo Pasolini, morto nel 1975, anche lui a novembre, nella desolazione dell´idroscalo, 200 metri più avanti. Qui le case costano poco, le strade sono perennemente in manutenzione, male illuminate. In questa zona viveva Galleoni. Secondo alcuni gestiva l´assegnazione delle case Iacp. Sicuramente, nel 2005, insieme ad Antonini, era finito coinvolto nell´operazione Anco Marzio. Un´inchiesta scaturita dopo l´omicidio di Paolo Frau, ex luogotenente di Renatino De Pedis, boss della Magliana. Per Antonini e Galleoni le accuse erano di associazione di stampo mafioso finalizzata al gioco d´azzardo, all´usura, all´estorsione e al traffico di droga. Cinque anni dopo cade l´associazione mafiosa ma il profilo criminale resta quello. Ora si teme un´escalation in una zona in cui la malavita organizzata, soprattutto camorra, pesca per la sua manovalanza e l´economia sporca prolifera. Intanto i familiari delle vittime hanno paura: «Non posso pensare che i miei figli si possano prendere una pallottola per strada», si sfoga il cognato di Galleoni. Anche per questo, per evitare altri morti (con i due di ieri, quest´anno il conto degli omicidi nella capitale raggiunge quota 33), il questore di Roma, Francesco Tagliente, ha istituito una task force investigativa. E oggi il prefetto Giuseppe Pecoraro ha convocato, proprio a Ostia, il comitato per l´ordine pubblico e la sicurezza. Il sindaco Gianni Alemanno è furioso: «Ora basta. È necessario che il nuovo ministro degli Interni e il capo della polizia prendano misure drastiche e senza più nessun rinvio. La capitale dev´essere difesa da un assalto di criminalità organizzata senza precedenti dagli anni ´70». L´opposizione, però, lo inchioda: «Alemanno in campagna elettorale aveva promesso più sicurezza. Con lui, invece, Roma è diventata il Far West». (ha collaborato flaminia savelli)