MASSIMO LUGLI , la Repubblica 23/11/2011, 23 novembre 2011
Velletri, tre ragazzi condannati per stupro i parenti devastano il tribunale: 20 arresti - VELLETRI - I SEGNI della battaglia sono il vetro della porta di palazzo di giustizia, ridotto a una ragnatela di crepe e la tensione sul viso di tutti
Velletri, tre ragazzi condannati per stupro i parenti devastano il tribunale: 20 arresti - VELLETRI - I SEGNI della battaglia sono il vetro della porta di palazzo di giustizia, ridotto a una ragnatela di crepe e la tensione sul viso di tutti. «Quarant´anni di magistratura e non ho mai visto niente del genere» si sfoga Francesco Monastero, presidente del Tribunale. Guerriglia urbana dopo una condanna per stupro, giudici assediati, poliziotti e agenti malmenati: per Velletri e la giustizia in generale, un giorno da dimenticare. Venti i fermati che aspettano la convalida, sparpagliati tra le carceri di Roma e Velletri, con le accuse di danneggiamento, lesioni, resistenza aggravata. Si tratta di 12 uomini e 8 donne, tutti parenti e amici dei gemelli Nicolas e Emiliano Pasimovich, 26 anni e di Maurizio Sorrentino, di 21, condannati lunedì sera a 8 anni e 6 mesi di carcere per lo stupro di M.D., 16 anni, una ragazza romena trascinata in un garage e violentata il giorno di Pasquetta dell´anno scorso. «Processo indiziario, nessuna prova» sostiene l´avvocato Marco Faggiolo, difensore di Nicolas. I tre ragazzi hanno sempre negato e hanno fornito un alibi ma non sono stati creduti. La sedicenne (che è tornata in Romania) ha confermato tutto. «Un perito l´aveva classificata come bugiarda patologica ma non gli hanno dato retta» aggiunge il difensore. I tre ragazzi, arrestati 4 mesi dopo la violenza, non sono più usciti di carcere. Lunedì sera, l´ultimo atto. Udienza a porte chiuse, con una trentina di amici e familiari degli imputati in attesa. Il pm aveva chiesto 8 anni e 10 mesi per tutti e tre. La presidente legge la sentenza e i tre ragazzi vengono accompagnati fuori, manette ai polsi. «Mi hanno dato 8 anni e mezzo» urla disperato uno degli imputati ed è il finimondo. Urla, insulti, la vetrina di una libreria che va a pezzi, cestini della carta che volano. I tre giudici, terrorizzati, si rifugiano nel gabinetto della camera di consiglio mentre una piccola folla tenta di abbattere la porta urlando: «Vergogna» «Tanto vi troviamo e vi diamo fuoco» «Vogliamo la prova del Dna» «Ma non avete figli voi?». I cinque carabinieri di servizio in Tribunale tentano una strenua resistenza e chiamano i rinforzi. Sul posto piombano diverse gazzelle. La zuffa si sposta al piano terra, poi all´esterno e una ventina di persone vengono ammanettate.