Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 25 Venerdì calendario

VERONA

In due hanno denunciato sei euro all´anno di redditi. Già tanto: perché dal 1997 al 2008 il marito è stato un fantasma per il Fisco. È servito un delicato lavoro di ricostruzione e di collegamento di fatti e dati, alla Guardia di finanza di Venezia per scoprire e denunciare una coppia veronese di commercianti di bovini che negli anni scorsi avrebbero omesso redditi personali per 26 milioni - pari a undici milioni di tasse non pagate - , oltre a 130 milioni di omesse fatturazioni, omesse plusvalenze per 21 milioni, l´evasione di Iva e altre imposte per 32 milioni. Per dare l´idea: nel 2008 la coppia di "indigenti" aveva venduto 180 ettari di terreno in riva al mare, a Eraclea, intascando 65 milioni netti, visto che su quella cifra non hanno pagato un euro di tasse.
In dieci anni - stimavano ieri i piccoli artigiani della Cgia di Mestre - le fiamme gialle hanno scoperto 350mila tra grandi evasori e lavoratori in nero. Ed è proprio in questa grande fetta di sommerso che si nascondeva l´attempata coppia - lui, G. M., ha 68 anni, la moglie è coetanea - che giostrava i suoi soldi in paradisi fiscali come il Lussemburgo senza dare nell´occhio, con uno stile di vita non lussuoso. Un´indagine condotta dalla procura di Verona e partita da una verifica fiscale su due società immobiliari lussemburghesi: una delle due aveva venduto, nel 2008, una vasta area non lontano da Venezia, tra Cortellazzo e Eraclea mare di proprietà di G. M. Un´area più grande di duecento campi di calcio messi assieme, annotano i finanzieri, nonché la transazione immobiliare di maggior rilievo in tutta la provincia negli ultimi cinque anni. A comprare il terreno era un´altra società, un fondo italiano riconducibile allo stesso proprietario: un classico caso, insomma, di passaggi complicati per far perdere le tracce dei soldi.
Non infiltrazioni della criminalità organizzata, come temevano inizialmente i finanzieri, ma una storia di ordinaria illegalità, alla base dell´operazione "Arpagone" (come il protagonista dell´Avaro di Molière) della gdf. Perché la sorpresa è arrivata ricostruendo la storia contributiva del commerciante: nulla, per undici anni, e solo nel 2009 e nel 2010 dichiarazioni di imposte per 4 e 5 euro, poco più di sua moglie, che nel 2010 aveva dichiarato un solo euro, quando le disponibilità accertate dalle fiamme gialle sono di duecento milioni all´anno. Mentre si mette in moto la macchina dell´Erario per recuperare le ingenti somme evase, la procura ha già sequestrato alla coppia 52 milioni trovati su un conto a loro riconducibile.