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 2011  novembre 25 Venerdì calendario

dal nostro corrispondente Il terrore è finito ma la vita non sarà più la stessa per le comunità Amish in Ohio, Pennsylvania, Indiana

dal nostro corrispondente Il terrore è finito ma la vita non sarà più la stessa per le comunità Amish in Ohio, Pennsylvania, Indiana. Il paradiso terrestre in cui credevano di abitare si è rivelato una giungla violenta. Hanno dovuto imparare a chiudere le porte di casa col lucchetto, a girare armati, e non solo con bombolette spray urticanti ma anche pistole e fucili da caccia. Hanno perfino commesso una debolezza inaudita, chiedendo aiuto alla polizia locale e all´Fbi: così si è spezzata per sempre quella invisibile barriera che sembrava separarli dal nostro mondo moderno. Ora l´allarme immediato è finito. Sette "Amish malvagi" che da mesi seminavano il panico sono finiti in manette. La cellula impazzita ha finito le sue scorribande nella notte di giovedì, quando un commando misto dell´Fbi e della polizia locale ha fatto irruzione in una fattoria a Bergholtz, nella campagna dell´Ohio. I sette stavano dormendo, il blitz li ha neutralizzati subito. In carcere, e poi davanti al giudice George Limbert della corte distrettuale di Youngstown, è comparsa la cupola di una setta dissidente. Il loro capo, il sessantenne Sam Mullet, aveva ordito dal mese di settembre una serie di attacchi contro altri Amish, con un castigo esemplare: il taglio della barba agli uomini, dei capelli alle donne. Un´umiliazione terribile. Gli Amish sono convinti che la Bibbia imponga, a partire dal giorno del matrimonio, che gli uomini si lascino crescere lunghe barbe, e le donne non si taglino più i capelli. «Avrei preferito che mi pestassero a sangue, piuttosto che rimanere sfigurato dal taglio della barba», ha confessato all´Fbi una delle prime vittime degli attacchi. Almeno in quattro casi, le vittime hanno deciso di rompere il silenzio, rinunciare all´isolamento tipico degli Amish, e si sono confidati con la polizia. Quattro attacchi, nelle contee di Trumbull, Holmes, Carroll, Jefferson, in quelle campagne tranquille dove la vita scandita dalle preghiere scorre al ritmo del Settecento: agricoltori che girano sulle carrozze trainate dai cavalli, non usano motori né corrente elettrica, proteggono la propria privacy in una specie di Arcadia sospesa nel passato. Ma per Sam Mullet questo tradizionalismo della maggioranza degli Amish non bastava. Dalla comunità lui cominciò a prendere le distanze nel 1995, denunciando troppi compromessi con il mondo moderno, troppe «riforme» nello stile di vita. Lo irritava forse il fatto che gli Amish fossero diventati anche un fenomeno commerciale: a partire dal successo del film «Il testimone» (di Peter Weir, 1985), le oasi ancestrali degli Amish in Pennsylvania e Ohio sono mèta di un flusso crescente di turisti. Gli stessi agricoltori Amish sono ormai i fornitori regolari di tanti "farmers´ markets", con i loro raccolti biologici sempre più appetiti dal consumatore salutista delle grandi città. Ma soprattutto Mullet rimpiangeva la versione più tribale, autoritaria, patriarcale e maschilista della società Amish. Si era arrogato l´autorità di scomunicare molti suoi correligionari. All´interno della sua fattoria – secondo l´istruttoria del tribunale – «costringeva le donne del clan a purificarsi dal demonio, attraverso rapporti sessuali con lui». Peggio della poligamìa: l´esorcismo attraverso lo stupro. Eppure non sono state le violenze sessuali sulle donne a condannarlo (per questo, al momento, lui rischia solo 10 anni di carcere). Finché erano solo loro le vittime, lui l´ha fatta franca, e chissà da quanto tempo. La soglia della sopportazione, Mullet l´ha superata quando se l´è presa con le barbe degli Amish per punire gli "eretici". È a quel punto che la comunità ha rotto la tradizione dell´autarchia e della non violenza, prima si è armata per l´autodifesa, poi ha chiesto aiuto alle forze dell´ordine. Quasi un replay alla rovescia de «Il testimone», dove Harrison Ford recita la parte di un detective in pericolo di vita che trova rifugio tra gli Amish grazie alla loro tolleranza. La storia di questo popolo ha sempre incuriosito gli americani. Sono tra i primissimi coloni del paese: arrivarono da Svizzera, Olanda e Germania, dopo uno scisma dalla chiesa mennonita nel 1693. Tuttora parlano fra loro dialetti germanici. Ce ne sono 250.000. Lungi dall´essere minacciati dall´estinzione il loro numero continua a crescere, perché aborriscono il controllo delle nascite. Hanno perfino iniziato da qualche anno una loro "conquista del West", spingendosi sempre di più verso Stati come il Kansas e il Nebraska, dove rilevano tenute agricole abbandonate. Non usano il telefono né l´automobile. Si sposano solo fra di loro. La religione detta le regole dell´abbigliamento che li rendono inconfondibili: a vederli arrivare nei mercatini ortofrutticoli delle città, sembrano emersi da antiche stampe del Settecento. Finora con gli Stati Uniti d´America avevano conservato una rispettosa distanza: dalla fede gli è proibito perfino ricevere la pensione pubblica dalla Social Security. C´è voluta l´aggressione alle barbe, per spezzare una secolare autosufficienza.