Loris Mazzetti, Il Fatto Quotidiano 23/11/2011, 23 novembre 2011
‘PARTO SEMPRE DAGLI OCCHI’
È da oggi in libreria il volume “Pin up XXX”, che raccoglie alcune delle tavole più esplicitamente erotiche di Milo Manara. Anticipiamo una parte dell’intervista introduttiva.
Ho incontrato Milo Manara per la prima volta in occasione dell’intervista per questo licenzioso, intrigante e perché no affascinante libro. Siamo nel suo studio, nella mansarda della casa sulle colline della provincia veronese. […] Se ci fossimo incontrati vent’anni prima l’inquadratura sarebbe stata esattamente la stessa. Sul tavolo non c’è traccia di nuove tecnologie, Steve Jobs non è passato dallo studio dell’artista. Manara è uno dei disegnatori più famosi al mondo, è stato definito il maestro che ha fatto diventare il fumetto una rappresentazione artistica. Uno da esportazione come Enzo Ferrari, Enrico Fermi, l’olio d’oliva, il Parmigiano Reggiano, il cinema neorealista e quello del suo caro amico Federico Fellini.
[…] Sfogliamo insieme le bozze del libro (il maestro sorride, è molto soddisfatto della grafica e dell’impaginazione). Osservando attentamente ogni tavola ho la sensazione di assistere a un rapporto sessuale, dall’inizio lento, meno lento, sempre in crescendo, fino a esplodere nella sua sensualità più profonda e nella dolcezza dell’appagamento. Le ultime tavole, poi, sugellano il devoto culto del Maestro Manara per la bellezza femminile.
La curva del piacere in qualche modo rappresenta anche l’evoluzione del lavoro dell’artista.
Sì, in un certo senso è così, anche per questioni anagrafiche. [sorride] È chiaro che avanzando nell’età c’è un’evoluzione nella visione stessa dell’erotismo… Calando il desiderio della soddisfazione fisica, aumenta, contemporaneamente, quello dell’idealizzazione del desiderio stesso. L’organo sessuale più importante è il cervello. Interessante è cercare di recepire i meccanismi che fanno scattare il desiderio erotico, cioè le fantasie che aumentano con il trascorrere del tempo. Manara, lei sta dicendo questo con ironia, sorridendo… Sì, anche quando scrivo e disegno. Nell’erotismo il sorriso è indispensabile. Almeno per me. La risata no. La risata è nemica dell’erotismo perché, se a letto si comincia a ridere, finisce la cuccagna. Il sorriso rappresenta la beatitudine, la felicità, in grado di far dimenticare tutto il resto. […] Lei non rappresenta nei suoi disegni il piacere fine a se stesso. Quali sono gli obiettivi?Nei miei disegni il desiderio è una delle componenti più importanti, l’altra è la trasgressione al comune senso del pudore. Oggi è molto difficile suscitare pubblico scandalo. Nei miei fumetti, quelli che nascono sui miei testi, ho rarissima-mente disegnato l’amplesso di due persone in una camera da letto, perché non lo trovo interessante e per niente scandaloso. […]
Perché ha scelto di rappresentare la donna erotica?
All’epoca, quando ho cominciato questo benedetto lavoro, per me e per i miei amici era uno degli argomenti più importanti. Avevamo attorno ai vent’anni e l’aspetto erotico era fondamentale nella nostra vita. C’è una frase di John le Carré, che trovo geniale: “Bè io sono un maniaco sessuale normalissimo come tutti”. Un’altra citazione che trovo straordinaria è di Woody Allen: “Secondo lei il sesso è una roba sporca?” “Bè se è fatto bene sì”.
Quando disegna un corpo femminile da dove parte?
Sempre dal volto. Il novanta per cento dell’efficacia erotica di una figura sta nel volto e nell’espressione degli occhi. Perché il volto, gli occhi, esprimono ciò che sta nella mente. Quando disegno una figura vista da dietro, normalmente cerco sempre di inquadrare almeno una parte della faccia, in modo da infondere un po’ di vita nella figuretta. La vita è data dallo sguardo. Se non riesco a fare bene il volto abbandono la figura e ricomincio. Il corpo nella sua silhouette può anche avere dei difetti, ci può essere un seno un po’ più in su o un po’ più in giù, questo non è grave, mentre nel volto la variazione di pochi decimi di millimetro può cambiare tutta l’espressione, lo può involgarire, può far perdere il senso dell’espressione. Uno sguardo un po’ sornione, oppure ammiccante, è una questione di pochissimi decimi di millimetro…
Il nostro è il Paese del bunga bunga, tante ragazze sono disposte a tutto pur di avere un momento di gloria.
Se è accaduto, retribuire ragazze con carriere nel mondo dello spettacolo o ancora peggio, con carriere politiche sarebbe gravissimo. A un ministro o a un consigliere regionale si chiede competenza, saggezza, non bellezza o abilità amatorie. Premiare una ragazza con la carriera politica, per certe doti, vuol dire commettere un atto di un’arroganza veramente insopportabile nei confronti della nazione, è riprovevole anche sul piano etico: se vuoi pagarti le ragazze fallo con i tuoi soldi, non con quelli dei cittadini. In questo scambio, che è una forma di prostituzione, non c’è nulla di erotico […]
Qual è l’immagine che ne esce della donna?
La donna, in questo caso la ragazza, vista l’età, si vende e in cambio riceve vantaggi che le possono cambiare la vita… Quando faccio questo pensiero mi chiedo sempre: “E se la ragazza fosse mia figlia o mia nipote?”. La risposta è semplice: lo escludo tassativamente.
Ovviamente la donna ideale di Manara è sua moglie. Quando deve iniziare un nuovo disegno la sua fantasia da dove prende spunto?
A dire la verità non è che abbia proprio una donna ideale. Anche perché mi accorgo che ce ne sono di meravigliose, molto diverse fra di loro. […] La donna ideale non ha forma e non ha volto, ogni disegno richiede il suo personaggio.