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 2011  novembre 23 Mercoledì calendario

Soap cinese da un miliardo di spettatori: ciak a Lucca - Vedendoli arrivare, qualche lucchese si sarà detto: «Eccone altri che hanno sba­gliato strada»

Soap cinese da un miliardo di spettatori: ciak a Lucca - Vedendoli arrivare, qualche lucchese si sarà detto: «Eccone altri che hanno sba­gliato strada». Ma il gruppo di cinesi che s’aggirava sotto le mura medievali non era semplice manodopera destinata all’in­dustria tessile di Prato, bensì l’avanguar­dia di una numerosissima troupe televisi­va giunta fin lì per «tessere» qualcosa di di­verso: la trama di una colossale fiction dal titolo impegnativo The China Story . Pochi giorni dopo,cioè sabato scorso,la macchi­na s’è messa in moto a pieno regime, e leve­rà le tende fra circa un mese. Che c’entra Lucca con la storia della Cina?C’entra per­ché allestendo questa soap da 14 milioni di euro e dal mostruoso audience previsto di un miliardo di spettatori (oltre il doppio di Beautiful , tanto per di­re...) lo sceneggiatore Gao Man­tang e compagni hanno volu­to riservare un ruolo di primo piano alle eccellenze artisti­che italiane, di cui la città to­scana è un chiaro esempio. La trama è in pratica il condensato di trent’anni di vita della protagoni­sta, Ayu, impersonata da Yin Tao ( nella fo­to ). La saga della famiglia Wenzhou parte dagli anni Ottanta, quando si trasferisce in Toscana a cercar fortuna. A Lucca la pic­cola Ayu studia in una scuola privata. Ma poi le difficoltà economiche la portano a Parigi, mentre il re­s­to della famiglia rientra in pa­tria, dove il padre diventa nientemeno che (potenza del crollo del comunismo) im­prenditore nel settore petroli­fero per poi fallire (potenza del mercato). E poi, passando da Parigi a Lione e al Kuwait, avanti con l’amica ri­trovata, l’amore tormentato, il matrimo­nio fallito, un nuovo amore e finalmente il successo, con Ayu la quale, memore degli insegnamenti ricevuti quand’era ragazzi­na da un artista di strada, tale Calogero, torna in Italia a imporre la propria griffe di stilista affermata. Insomma, per vie traver­se Prato in qualche modo c’entra quanto Lucca. Tuttavia i lucchesi gonfiano il petto per la scelta della produzione cinese, e già calcolano le ricadute economiche dello spottone di cui la loro città viene omaggia­ta. La serie da quaranta puntate andrà in onda l’anno prossimo su CCTV, il princi­pale canale digitale cinese, e su altri 20 ca­nali locali.