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 2011  novembre 23 Mercoledì calendario

Tremonti: “Solo un incontro” Casini: “Una storia lunare” - Era stato chiamato in causa da un faccendiere e così il magistrato Paolo Ielo ha voluto sentire l’ex ministro Giulio Tremonti in merito all’ affaire Finmeccanica-Enav

Tremonti: “Solo un incontro” Casini: “Una storia lunare” - Era stato chiamato in causa da un faccendiere e così il magistrato Paolo Ielo ha voluto sentire l’ex ministro Giulio Tremonti in merito all’ affaire Finmeccanica-Enav. Interrogatorio che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano. Ebbene Tremonti conferma: si è incontrato con Lorenzo Cola, il consulente preferito dal patron di Finmeccanica, Guarguaglini, e l’incontro avvenne nello studio del senatore a vita Giulio Andreotti. L’incontro era riservatissimo - ha raccontato Cola ai magistrati - e doveva servire per esaminare il possibile ingresso dei capitali libici in Finmeccanica. Ma Cola era anche felice di avere agganciato il potentissimo ex ministro dell’Economia perché inaugurava così una corsia preferenziale. «Fino al 2009 i rapporti erano asettici, nella consapevolezza, soprattutto da parte del ministro Tremonti, dell’esistenza di rapporti privilegiati tra Guarguaglini e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta». Formalmente Cola doveva concordare con il ministro la presentazione del suo libro negli Stati Uniti; di fatto si parlò di potere. Ebbene, Tremonti, che a suo tempo aveva smentito pubblicamente, ora conferma al magistrato, anche se sminuisce. Dice con nota ufficiale: «Nel corso del colloquio con il dottor Ielo ho precisato quanto segue: durante il periodo di opposizione al governo Prodi sono stato invitato dal senatore Giulio Andreotti nel suo studio a palazzo Giustiniani per un colloquio sull’Europa. In quella sede e solo in quella sede, non altrove e non dopo, ho avuto occasione di incontrare il signor Cola. Fattami dal Cola l’ipotesi di un viaggio negli Stati Uniti d’America ho cortesemente declinato avendo in quel Paese altre, diverse opportunità di incontro. Tutto qua». Come è evidente, due versioni inconciliabili. Di certo Cola si vantò un bel po’ nell’ambiente di quell’incontro. Ne sa qualcosa anche Tommaso Di Lernia che così riferisce: Cola, indispettito contro Marco Milanese per le voci di una sponsorizzazione a Flavio Cattaneo alla presidenza di Finmeccanica, gli riferì che «sarebbe andato direttamente da Tremonti a raccontargli tutte le malefatte di Milanese, cosa che, successivamente, nella prima parte del 2010, mi riferì di aver fatto». Su questo punto, non ci sono conferme. Flavio Cattaneo, manager alla guida della società pubblica Terna, ci tiene a ribadire di non aver mai nutrito ambizioni per la presidenza di Finmeccanica. È tutto un fiorir di smentite, intanto. Pier Ferdinando Casini, tirato in ballo per la storia della mazzetta da 200 mila euro versata al tesoriere del suo partito, dice: «Di Lernia? Mai visto e conosciuto. Per quanto mi riguarda questa storia è lunare. Non ho nemmeno un ufficio al partito. Io mi fido di quello che dice Naro. Ho piena fiducia nella magistratura, come è giusto che sia, e non credo a complotti». Marco Follini, anche lui tirato in mezzo da Di Lernia per un appalto «pilotato» a Venezia, è tassativo: «Smentisco nel modo più categorico. Non c’è nessuna telefonata mia o di persone a me vicine. Sono trasecolato non ho mai visto, né sentito Di Lernia, non so chi sia. Il suo nome l’ho letto dai giornali e scopro che è un faccendiere». L’ex ministro Altero Matteoli, di cui si dice che ha sponsorizzato Luigi Martini alla presidenza di Enav perché avrebbe favorito il figlio nella sua carriera di pilota, e l’amministratore delegato Guido Pugliesi perché aiutava un’azienda «amica sua», fa sapere di essere indignato: «Smentisco ancora una volta di aver mai ricevuto finanziamenti o altre utilità, né in mio favore né per la fondazione che ho l’onore di presiedere. Quanto dichiarato in interrogatori dai signori Cola e Di Lernia, e riportato in taluni casi in modo distorto e insinuante da alcuni organi di stampa, è falso, frutto di evidente fantasia». Nega formalmente ogni elargizione anche la Fondazione della libertà per il bene comune. E nega tutto anche Gianni Alemanno attraverso il suo portavoce: «Totale estraneità».