Interventi&Repliche, Corriere della Sera 23/11/2011, 23 novembre 2011
PAGAMENTI TRACCIABILI
Sul Corriere di ieri un lettore invoca attenzione per chi, essendogli occorsi sfavorevoli precedenti amministrativi, non può disporre nemmeno di una card ricaricabile: nel caso di drastica limitazione dei contanti come potrebbe egli avere disponibilità di mezzi di pagamento? È un bel problema, laddove, come pare probabile, si addivenisse a una radicale restrizione della possibilità di movimentare denaro liquido. Ma questa possibilità – la tracciabilità dei pagamenti in funzione antievasione – assoggetterebbe la collettività, a ben più catastrofica conseguenza: l’insostenibile aumento dell’inflazione. Infatti, sui pagamenti tramite carta le banche trattengono un corrispettivo così elevato che, se rapportato a un anno, non si identifica come tasso d’usura solo perché viene chiamato commissione. L’esercente, manco a dirlo, nel fare il prezzo dei suoi articoli, tiene conto in anticipo di quanto dovrà cedere alla banca. Pertanto essa viene sempre e comunque pagata dall’acquirente anche per transazioni avvenute per cassa. Se si imponesse l’uso delle carte di credito anche per minimi importi, l’inflazione, quindi, dilagherebbe. E vorrei vedere quale autorità vigilerebbe al proposito.
Bruno Faccini, Milano