Al. Ar., Corriere della Sera 23/11/2011, 23 novembre 2011
IL PROF ALLA MENSA DEI POVERI: «A SCUOLA NON SANNO NULLA» —
Francesco A. ha 47 anni, due figli, un lavoro come insegnante di latino e greco in un liceo romano. «E quando esco da scuola invece di andare a casa vado alla mensa di Sant’Egidio e mi metto in fila per un pasto, di nascosto», dice la sua voce incrinata, ma la dignità integra. Poi spiega: «A scuola non ho detto nulla. Neanche che una casa non ce l’ho più, che non me la posso più permettere una casa da quando mi sono separato in tribunale».
Facile fare i conti: lo stipendio di Francesco è di 1630 euro, il giudice al momento della separazione ha deciso un assegno di mantenimento di 1250. La differenza fa: 380 euro. Non ci sta dentro un affitto. Non ci sta dentro nulla che permetta di vivere in maniera dignitosa.
Dice Francesco: «Per tre mesi subito dopo la separazione ho dormito in macchina, lavandomi alle fontanelle per la strada. Fino a quando ho trovato una stanza in affitto accanto alla cittadella universitaria, in una casa che divido con tre studenti. Almeno ho un tetto sopra la testa. Ma soltanto quello».
Perché sotto quel tetto Francesco non può portare i suoi figli. La sua ex-moglie non glielo permette. Ma lui non si è perso d’animo: dentro quella stanza ha attrezzato una scrivania, un micro studiolo per poter dare ripetizioni il pomeriggio.
Qualche euro per arrotondare: «Almeno per poter comprare un gelato o una pizza o un biglietto del cinema ai miei figli, quando riesco a vederli. Sempre e solamente di pomeriggio».
Al. Ar.