Paolo Zabeo <p.zabeo@mailcgiamestre.com>, 23 novembre 2011
DISSESTO IDROGEOLOGICO: SOLO L’1% DEL GETTITO DELLE IMPOSTE “ECOLOGICHE” VA A PROTEZIONE DELL’AMBIENTE
Il disastro avvenuto in queste ore nel messinese e le tragedie che si sono consumate nelle settimane scorse in Liguria ed in Toscana ripropongono l’annoso problema della scarsa disponibilità di risorse economiche pubbliche per la messa in sicurezza del nostro territorio. In realtà, sottolineano dalla CGIA di Mestre, i soldi ci sarebbero, purtroppo vengono destinati ad altre finalità.
“Così come è successo nelle settimane scorse in Liguria ed in Toscana, anche il disastro ambientale che stiamo assistendo in queste ore nel messinese – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – è in parte causato dalla mancanza di attività manutentive e di messa in sicurezza del nostro territorio. Tuttavia, sostenere che queste sciagure accadono anche perché non ci sono le risorse finanziarie disponibili per la tutela del nostro territorio risulta difficile, soprattutto a fronte dei 41 miliardi di euro che vengono incassati ogni anno dallo Stato e dagli Enti locali per la protezione dell’ambiente, di cui il 99% finisce invece a coprire altre voci di spesa. I soldi ci sono, peccato che ormai da quasi un ventennio vengano utilizzati per fare altre cose”.
Infatti, secondo la recente elaborazione realizzata dalla CGIA di Mestre, solo l’1,1% delle imposte ambientali pagate dai cittadini e dalle imprese italiane all’Erario e agli Enti locali è destinato alla protezione dell’ambiente. Il restante 98,9%, purtroppo, va a coprire altre voci di spesa.
A fronte di 41,29 miliardi di euro di gettito incassati nel 2009 (ultimo dato disponibile) dall’applicazione delle cosiddette imposte “ecologiche” sull’ energia, sui trasporti e sulle attività inquinanti, solo 459 milioni di euro vanno a finanziare le spese per la protezione ambientale.
Insomma, tutta quella sequenza di imposte spesso sconosciute che paghiamo quando facciamo il pieno alla nostra autovettura, quando paghiamo la bolletta della luce o del gas/metano, il bollo dell’auto o l’assicurazione della nostra auto non vanno a sostenere le attività di salvaguardia ambientale per le quali sono state introdotte. La CGIA sottolinea che la selva di tasse ed imposte ambientali che grava sugli italiani è lunghissima. I tre grandi capitoli su cui insistono le imposte “verdi” sono: energia, trasporti ed inquinamento.
• Le imposte sull’energia sono:
Sovrimposta di confine sul GPL
Sovrimposta di confine sugli oli minerali
Imposta sugli oli minerali e derivati
Imposta sui gas incondensabili
Imposta addizionale sull’energia elettrica di comuni e province
Imposta sull’energia elettrica
Imposta sul gas metano
Imposta consumi di carbone
• Le imposte sui trasporti sono:
Pubblico registro automobilistico (PRA)
Imposta sulle assicurazioni Rc auto
Tasse automobilistiche a carico delle imprese
Tasse automobilistiche a carico delle famiglie
• Le imposte sulle attività inquinanti
Tributo speciale discarica
Tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di zolfo
Tributo provinciale per la tutela ambientale
Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili
Contributo sui prodotti fitosanitari e pesticidi pericolosi
Gettito delle imposte ambientali in Italia per categoria (valori a prezzi correnti, milioni di €)
Anno TOTALE GETTITO IMPOSTE AMBIENTALI di cui
destinato al finanziamento di spese per la protezione dell’ambiente di cui
non destinato al finanziamento di spese per la protezione dell’ambiente Inc. % spese destinate al finanziamento della spesa per la protezione dell’ambiente
1990 22.353 - 22.353 0,0
1991 27.474 - 27.474 0,0
1992 29.000 - 29.000 0,0
1993 29.435 79 29.356 0,3
1994 31.128 73 31.055 0,2
1995 34.121 112 34.009 0,3
1996 35.038 376 34.662 1,1
1997 36.361 423 35.939 1,2
1998 36.759 424 36.335 1,2
1999 39.373 371 39.002 0,9
2000 37.863 423 37.440 1,1
2001 37.886 409 37.477 1,1
2002 37.447 386 37.062 1,0
2003 40.103 380 39.723 0,9
2004 39.368 384 38.984 1,0
2005 40.149 406 39.743 1,0
2006 41.342 418 40.924 1,0
2007 41.450 453 40.997 1,1
2008 39.499 444 39.056 1,1
2009 41.293 459 40.835 1,1
Elaborazione CGIA Mestre su dati Istat