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 2011  novembre 22 Martedì calendario

AGEVOLAZIONI A QUOTA 250 MILIARDI


Siamo alla stretta finale. Era il 20 ottobre 2010 quando a via Venti Settembre il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, avviò con le parti sociali e le associazioni di categoria i lavori dei quattro tavoli di studio per arrivare a redigere il testo della delega fiscale. Oggi, come anticipato ieri dal Sole 24 Ore del Lunedì, si chiude il periodo di studio (almeno ufficialmente si dovrebbe), con la presentazione del lavoro certamente più atteso: quello sulle semplificazioni e, nei fatti, sulla mappatura di tutte le agevolazioni fiscali oggi esistenti.

Il coordinatore del tavolo, Vieri Ceriani, responsabile fiscale della Banca D’Italia, è pronto a consegnare al neo ministro Mario Monti, la relazione conclusiva in cui sono indicate le 720 voci di agevolazioni e sconti fiscali che costano allo Stato oltre 250 miliardi.

Un lavoro certosino e che dai numeri dimostra come fosse necessario intervenire sulla razionalizzazione delle tax expenditures. Tremonti si presentò al tavolo con 242 voci. In piena stesura della manovra correttiva d’agosto, lo stesso ministro ne ufficializzò, allegandole alla manovra, 483 per un valore complessivo di 161 miliardi. Dalla razionalizzazione delle agevolazioni, infatti, dipenderà il pareggio di bilancio anticipato al 2013. L’estensione di voci, come spiega Ceriani nello schema della relazione conclusiva, è comunque solo apparente, essendo state dettagliate analiticamente misure inizialmente accorpate in una sola voce (le detrazioni Irpef o quelle da lavoro dipendente).

Per quanto riguarda gli effetti di erosione sul gettito, si segnalano i 40,1 miliardi di euro prodotte dalle due aliquote Iva agevolate al 4 e al 10 per cento. Complessivamente le misure per la famiglia valgono oggi oltre 21 miliardi, mentre su lavoro e pensioni oltrepassano i 58 miliardi. Per le imprese il totale tocca i 21 miliardi.

Ora scatta l’operazione più difficile: la rimodulazione delle agevolazioni, il che comporta inevitabilmente, come disse il 20 ottobre 2010 Tremonti, la disponibilità da parte di tutti a una rinuncia. Ma le premesse non sono delle migliori. Confedelizia ha già preso le distanze dal lavoro conclusivo di Vieri Ceriani e ha reso noto che la sua partecipazione al tavolo è stata ai soli fini della collaborazione tecnica per le classificazioni di singole voci e che non condivide i contenuti complessivi della relazione. E non sarà la sola associazione a non firmare la chiusura del cantiere.