Maximilan Cellino, Il Sole 24 Ore 22/11/2011, 22 novembre 2011
QUEL «TETTO» DEL 5% AI TASSI CHE PIACE TANTO A SOROS
Strana coppia il finanziere americano, un po’ spregiudicato e un po’ filantropo, e il professore tedesco. Eppure George Soros e Peter Bofinger (che nella vita è anche consigliere economico del governo di Angela Merkel) hanno un’idea in comune e non esitano a manifestarla attraverso l’edizione online del Financial Times: se vuole porre fine alla crisi di questi giorni ed evitare l’implosione dell’euro, la Bce deve semplicemente fissare un «tetto» ai rendimenti dei titoli di Stato europei. Un limite che inizialmente potrebbe essere stabilito al 5% e successivamente anche abbassato, ma che avrebbe come contraltare l’impegno (serio) dei Governi dei Paesi interessati a perseguire politiche fiscali responsabili. Si tratterebbe, insomma, di una sorta di «do ut des» che avrebbe il pregio di quella chiarezza che tanto manca di questi tempi e che per questo potrebbe togliere al mercato l’arma della speculazione. Ma anche il difetto di richiedere alla Bce l’impegno ad acquistare una quantità di titoli (potenzialmente) illimitata, cosa che ovviamente è vista come fumo negli occhi a Berlino. A pensarci bene, però, l’idea non è proprio di quelle nuovissime: scavando indietro nel tempo si scopre che già nel 2002 un promettente economista sponsorizzava come migliore metodo anti-deflazione l’annuncio esplicito di un «tetto» ai rendimenti dei Treasury da ottenere attraverso la promessa di riacquisti dei titoli sul mercato. Allora Ben Bernanke era appena entrato nel board di quella Federal Reserve che avrebbe poi guidato sei anni dopo al «quantitative easing».