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 2011  novembre 22 Martedì calendario

LE PASSIONI DI MINA «ALIENA» (E UN BRANO-GAG SUI DENTISTI) —

«Sono il dottor Roberto, della carie un vero esperto, taglio cucio e poi riparto e non disdegno assai neppure di segare qualche arto», recita «Dr. Roberto», brano che conclude la versione lusso dell’ultimo album di Mina «Piccolino». Lei ci mette solo un cantato di sottofondo e dei gridolini di dolore e di paura in quella che probabilmente è la prima canzone al mondo che descrive, in modo esilarante e con accompagnamento di trapano, una seduta odontoiatrica. Sì, perché a cantare e recitare la parte del dentista è l’autore del brano, tal Stefano Gislon, di professione ottico in quel di Aviano, provincia di Pordenone. Nella canzone il medico è interessato più al contante che alla paziente: «La capsula che metteremo farà male e costerà come una capsula spaziale».
Il titolo dell’album non ha, come sempre nei lavori di Mina («aliena» sulla copertina), nessun collegamento, né a una canzone né al contenuto (anche se potrebbe essere una forma di ironia visto che è un album di grande spessore, altro che «Piccolino»). Esce in due edizioni, quella di lusso con 14 canzoni, fra cui quella appena citata, e un booklet coi testi e immagini minesche assai ben curato (23-25 Euro). Poi c’è quella economica che ha solo 10 canzoni e un contorno grafico spartano (18-20 Euro).
Ad aprire l’album, «Compagna di viaggio», testo e musica di Giorgio Faletti, che, non pago dei successi editoriali, torna all’antica passione musicale in un brano che ha la stessa tristezza di certi personaggi dei suoi romanzi. Segue «Matrioska», musica di Franco Fasano con chitarre distorte e virtuosismi vocali incredibili nei labirinti di una donna complicata.
«La mamma — spiega Massimiliano Pani, primogenito di Mina e produttore del disco — ha dato alle stampe tre album di inediti in tre anni, fatto in qualche modo unico nel panorama italiano e internazionale. Ciò è possibile perché lei continua, da decenni, ad essere il punto di riferimento di una miriade di autori e musicisti di quattro generazioni. Famosi o sconosciuti. Lei ascolta tutto e poi decide». In effetti nel disco convivono stili e personaggi davvero lontani fra loro: dallo storico direttore e arrangiatore Gianni Ferrio (87 anni appena compiuti) al giovane jazzista sperimentatore Ugo Bongianni (27 anni), e poi autori noti come Paolo Limiti, Anselmo Genovese, Maurizio Fabrizio, oltre al nipote Axel, figlio di Massimiliano che ha 25 anni, da anni vive all’estero e compone esclusivamente in inglese.
«Ciò che colpisce in Mina — spiega ancora Pani — è la quantità di colori che riesce ancora a esprimere con la voce, del tutto immune al passare del tempo». Fra i brani più curiosi «Rattarira» di Cogliati Cassano e Perversi (area Matia Bazar e Ramazzotti), una invettiva contro le suonerie dei telefonini che banalizzano anche un messaggio d’amore.
Mario Luzzatto Fegiz