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 2011  novembre 22 Martedì calendario

I 500 MILIARDI DI FONDI BUNDESBANK

Forse è solo l’altro lato del labirinto in cui l’Europa si è cacciata. Le banche hanno smesso di prestarsi soldi come ai tempi del crac Lehman, in molti Paesi imprese e famiglie non trovano più un euro in prestito, eppure la Bundesbank ha una posizione creditrice verso il resto di Eurolandia di circa 500 miliardi. Lo squilibrio è così vasto che sta diventando un problema politico. Uno di più.
Sulla scala di un continente e per vari anni, è il risultato del comportamento seguente. Il signor Rossi decide di comprarsi un’auto e prende un mutuo in una filiale di quartiere: Unicredit, Intesa Sanpaolo o presso un’altra banca italiana. Rossi sceglie una Bmw, quindi l’azienda bavarese incassa il denaro che una banca italiana ha prestato al suo cliente dopo averlo preso in prestito essa stessa dalla Bce. Quella somma viene depositata dalla Bmw sul proprio conto presso Deutsche Bank, che a sua volta lo deposita sul proprio conto alla Bundesbank poiché dispone di liquidità in eccesso. È così che la continua accumulazione di surplus commerciali della Germania risulta (in termini contabili) in un colossale «credito» della Bundesbank verso l’Eurosistema, l’insieme delle banche centrali dell’euro. Nel gennaio 2007 la posizione creditrice della banca centrale tedesca era ancora di un pugno di miliardi, dieci o venti. Oggi è di 500 e sta salendo: di questo passo tra due o tre anni sarà di mille.
È questo l’altro lato del labirinto in cui si trova l’economia europea. In molte aree del continente il credito è ormai ridotto ai minimi termini e le banche si chiedono con preoccupazione come faranno a finanziarsi per rimborsare i loro stessi debiti nel 2012. Persino Deutsche Bank fatica a emettere bond non garantiti sul mercato: chi ha denaro preferisce tenerlo fermo, piuttosto che prestarlo ad altre banche che potrebbero andare in crisi di liquidità e non rimborsare più.
Eppure in Germania il sistema finanziario resta carico di liquidità: frutto di anni di export, della forza dei depositi e probabilmente anche della fuga dei risparmiatori da altri Paesi europei in cerca di certezze nelle banche tedesche. La Germania non ha la percezione del pericolo che è così in Italia o in Francia, perché non è in crisi di liquidità; dunque si oppone a soluzioni decise alla crisi come l’eurobond o agli interventi della Bce. Nel frattempo, la Germania smette di prestare all’Europa: secondo un report Exane Bnp Paribas, dal 2008 il credito delle Landesbank verso il sistema europeo è sceso di 300 miliardi. Lo squilibrio è già talmente enorme che la Germania non ha più voglia di esporsi di più. Ma quanto potrà durare?
Federico Fubini