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 2011  novembre 22 Martedì calendario

Borse, ancora panico I bond Ue nel mirino - Le agenzie di rating tornano in campo, il risultato balza subito agli occhi: le Borse europee hanno lasciato sui parterre 194 miliardi di capitalizzazione, Milano 15

Borse, ancora panico I bond Ue nel mirino - Le agenzie di rating tornano in campo, il risultato balza subito agli occhi: le Borse europee hanno lasciato sui parterre 194 miliardi di capitalizzazione, Milano 15. La palla, ieri, l’ha giocata Moody’s con due comunicati mattutini. Il primo per informare il mondo che la tripla A francese (il massimo del rating, cioé la certificazione che il Paese è tra i più solidi del mondo) è sempre più in bilico per l’incremento dei tassi delle obbligazioni francesi e il deterioramento «Costi di finanziamento elevati e persistenti, insieme a prospettive di crescita in deterioramento, potrebbero far aumentare le difficoltà del governo francese, con implicazioni di credito negative. La scorsa settimana lo spread tra titoli di stato francesi a dieci anni e tedeschi ha superato la soglia dei 200 punti, record dalla creazione della zona euro». Nel mirino del secondo comunicato sono finite invece le banche italiane, visti i pessimi risultati del terzo trimestre di Unicredit - rosso da 10,6 miliardi di euro a fronte di 10,2 miliardi di svalutazioni -. Scrive Moody’s nella sua analisi settimanale che «sarà difficile ottenere sinergie significative, specie dove sono state realizzate acquisizioni di istituti deboli in Italia quali Capitalia da Unicredit, di Antonveneta da Mps e di Popolare Italiana dal Banco Popolare». Morale: tra costi di raccolta in crescita, dubbi sui titoli di stato, misure di austerità del governo e regole più severe in arrivo ci sono seri dubbi sulla redditività del settore. In Borsa, la giornata era già cominciata in un clima di burrasca, sull’onda delle notizie in arrivo dagli Stati Uniti. La supercommissione anti-deficit non riesce a trovare l’accordo per tagliare il deficit (notizia poi confermata nel pomeriggio), le Borse europee hanno aperto la seduta in calo, per crollare poi nel corso della giornata. Piazza Affari - la peggiore - ha perso il 4,7%, Madrid e Francoforte il 3,4%. Anche Londra e Zurigo, benché fuori dall’euro, hanno hanno ceduto due punti e mezzo. E gli spread? I differenziali tra il rendimento dei titoli di Stato dei Paesi sotto attacco e il bund tedesco hanno ballato per tutta la giornata. Alla fine il Btp ha chiuso gli scambi sotto i 480 punti base (474,2) con il rendimento del 10 anni italiano al 6,66%. I titoli francesi sono rimasti stabili a 155,7 punti, mentre quelli spagnoli hanno superato quota 463. A Madrid il poco invidiabile primato dei rialzi maggiori, +16 punti base. Dietro a quest’impennata, però, c’è un fatto concreto: la Banca di Spagna ha commissariato la Banca di Valencia, spendendo 3 miliardi. L’obiettivo sarebbe quello di ricapitalizzare la banca, risanarla e poi rivenderla. Tanto per rasserenare gli animi, nel frattempo, tra Bruxelles e Berlino ha cominciato a crescere la polemica sugli Eurobond. La Commissione europea si appresta a presentarli domani, il presidente Barroso spinge - «risolveranno il problema se ci sarà anche uno sforzo comune per integrare le politiche», cioé se l’Europa otterrà il potere di sanzionare chi non rispetta i patti. Il governo tedesco non ne vuole sapere e - soprattutto non ha cambiato idea -. Tanto che a metà giornata ha infatti mosso il suo portavoce per dire che gli Eurobond non rappresentano «un rimedio alla crisi». Domani ci sarà un documento sul tavolo, ed è già un enorme passo avanti, ma la soluzione sembra davvero lontana. Passa così in secondo piano l’incontro tra lo stesso Barroso e il neo premier greco Papademos: «Sono molto fiducioso, mi ha rassicurato sul modo in cui intende mantenere gli impegni», ha detto Barroso. Il greco metterà mano a un piano di riforme per «tenere la Grecia nell’euro». Per lui è una priorità, ma i mercati ad Atene non ci pensano quasi più.