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 2011  novembre 22 Martedì calendario

Gorbaciov: "C´è un deficit di democrazia ma l´autorità del governo resta solida" - BERLINO - «Putin mi sembra più forte di quanto non indichino sondaggi o contestazioni

Gorbaciov: "C´è un deficit di democrazia ma l´autorità del governo resta solida" - BERLINO - «Putin mi sembra più forte di quanto non indichino sondaggi o contestazioni. Ma il deficit di democrazia è il problema in Russia, anche se non solo da noi, e di certi eventi mi vergogno». Così parla Mikhail Gorbaciov, l´ex presidente sovietico che con le sue riforme chiuse la guerra fredda e smantellò l´impero. Lo abbiamo incontrato a Berlino, dove ha annunciato che dall´anno prossimo sarà la capitale tedesca a ospitare il Mga, il premio internazionale a lui intitolato, conferito «a chi con pensiero creativo cerca di migliorare il mondo». Cerimonia qui il 20 marzo, tema: i problemi delle megalopoli. Putin crolla nei sondaggi e viene fischiato in pubblico. È la fine d´un´era, o no? «Sondaggi e manifestazioni vanno presi con molta prudenza. Putin ha sempre goduto di molta autorità in Russia. Adesso ha anche buone possibilità di far approvare con maggior forza la sua autorità dal popolo. Ci sono sufficienti entrate da petrolio e gas, sono possibili spese a favore di militari, forze di sicurezza, pensionati, altri gruppi sociali, per invogliarli a confermare questa autorità. Credo che la sua forza reale sia e resti solida». Perché, spostando il Premio a Berlino, ha denunciato il deficit di democrazia in Russia e criticato la classe dirigente? «Berlino è il simbolo di come ci lasciammo alle spalle la guerra fredda. E di come la Germania ha saputo unirsi in pace e costruire una società democratica moderna e matura. In Russia, e ovunque, democrazia e classi dirigenti devono cambiare a fondo». Che risultato elettorale prevede? «Niente prognosi! Nel giugno 1989 Kohl e io dichiarammo che la riunificazione tedesca non sarebbe venuta prima del 21mo secolo, invece in Russia come altrove la campagna elettorale si combatte con tutti i mezzi. Non ho grandi speranze di elezioni regolari. Ci sono trucchi, frodi non sono escluse, si arriva a dire ai bambini di suggerire ai genitori il partito da votare. L´amministrazione è mobilitata per un´alta partecipazione elettorale, puntando al massimo numero di voti per un partito. Non il Pc come in passato, ma Russia unita. Non solo da noi, ma il problema è il deficit di democrazia, la democrazia è il bisogno prioritario. Si giunge ad ammonire gli uomini d´affari che se non s´impegnano abbastanza in una certa direzione subiranno conseguenze nel loro successo economico. Mi vergogno. In certe situazioni bisogna pensare a ricominciare da zero a costruire la democrazia, e ruolo e appoggio dei media sono vitali. Le classi al potere sono sempre più dure, ovunque. Stalin disse "non contano i voti ma la conta dei voti"». Lei avviò la svolta, si rimprovera o rimpiange qualcosa? «Facemmo molti errori, era inevitabile. Il più grave fu di prendere molte decisioni chiave troppo tardi, la situazione uscì dal controllo. Ma con la perestrojka arrivammo almeno oltre il punto di non ritorno. Il passato non tornerà». Cosa può fare l´Occidente per aiutare la democrazia in Russia? «Trattarla con rispetto da pari a pari, evitare consigli altezzosi, evitare ogni arroganza o senso di superiorità».