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 2011  novembre 22 Martedì calendario

Tempi brevi per il pacchetto anti-crisi "Dobbiamo sfruttare la luna di miele" - Alla vigilia della partenza per Bruxelles, la riunione di governo a palazzo Chigi dà a tutti i ministri la consapevolezza piena dell´emergenza in corso

Tempi brevi per il pacchetto anti-crisi "Dobbiamo sfruttare la luna di miele" - Alla vigilia della partenza per Bruxelles, la riunione di governo a palazzo Chigi dà a tutti i ministri la consapevolezza piena dell´emergenza in corso. Il Professore pretende che i ministri si presentino la prossima settimana con qualche proposta concreta da mettere sul tavolo. Sa che «la finestra di opportunità non sarà lunga», la pressione dei mercati non si allenta nemmeno per un giorno. Del resto, lo avverte l´ex collega Ue Emma Bonino, anche «la luna di miele parlamentare durerà poco». Così già al Consiglio dei ministri del 2 dicembre il premier vuole vedere discusso e votato il primo pacchetto di misure: liberalizzazioni, nuova Ici, più Iva, meno Irpef e Irap, tetto al pagamento dei contanti. Probabilmente qualche anticipo sulle pensioni, anche se il grosso dell´intervento sulla previdenza e sul mercato del lavoro sarà affrontato a gennaio. Al primo consiglio dei ministri "operativo" Mario Monti sale in cattedra. «Vi ho scelti tra i migliori nei vostri campi - esordisce il Professore nella sala verde di palazzo Chigi - e mi aspetto che approfondiate ogni provvedimento. Ma evitate per favore di lanciare proposte personali, il momento è troppo delicato: prima discutiamo qui dentro, poi all´esterno deve comunicare il presidente del Consiglio». È il nuovo metodo Monti (che tiene pure un piccolo corso ai ministri su come organizzare ciascun dicastero), un centralismo democratico così lontano dall´anarchica gestione Berlusconi. Tanto che il Professore, senza citare il suo precedessore, insiste più volte sul valore della «collegialità», sul ruolo del Consiglio dei ministri. «Le decisioni d´ora in poi saranno prese qui dentro e le prenderemo tutti insieme. Non sempre questo è successo in passato». Insomma, potendo contare su una maggioranza oceanica (circa il 90 per cento del Parlamento), Monti spera di non aver bisogno delle cene del lunedì ad Arcore o dei vertici notturni a palazzo Grazioli per mettere d´accordo alleati riottosi. Eppure, anche se scottato dalla vicenda Amato-Letta, irritato per il «disimpegno» dei partiti, il capo del governo è consapevole di dover coinvolgere più intensamente di quanto fatto finora la sua maggioranza "tripartita". Al momento infatti le comunicazioni sono azzerate sia con i leader che con i capigruppo in Parlamento. «Noi rispettiamo il suo lavoro - dice Maurizio Gasparri - e ci aspettiamo lo stesso rispetto. L´importante è che ci si renda conto che è necessario un confronto». Per questo già domani, di ritorno da Bruxelles, si dovrebbe tenere il primo vertice di Monti con i leader dei partiti o i capigruppo. Un appuntamento che potrebbe slittare a venerdì se fosse necessario. Monti terrà questa riunione in prima persona, convinto di non poter delegare i rapporti di vertice con la politica: «Con i partiti faccio io da cerniera». Sarà un giro d´orizzonte sulla nomina dei sottosegretari, prevista per il lunedì successivo, che inevitabilmente investirà anche il pacchetto di misure «impopolari» da far digerire alle Camere. Per gestire questa fase il premier immagina anche una "cabina di regia" parlamentare, un foro di dialogo permanente tra il governo, i capigruppo di maggioranza e i responsabili economici dei singoli partiti. I ministri dovranno fare lo stesso con i capigruppo nelle commissioni. «Guardiamoci bene cosa hanno proposto i partiti in questi giorni - ha suggerito Monti ieri ai ministri - e poi cerchiamo una sintesi che accontenti e scontenti in egual modo gli uni e gli altri». È l´altro capitolo del "metodo Monti", quello che prevede di distribuire in maniera politicamente neutra i provvedimenti: tanti indigesti al Pdl (patrimoniale, abolizione del contante nelle transazioni sopra una certa cifra, ritorno dell´Ici) e altrettanti pesanti a sinistra, come la riforma del mercato del lavoro. «Chi ci ha preceduto - ha spiegato il Professore - non ha avuto successo anche perché i provvedimenti venivano approvati uno alla volta e si scontravano con i veti reciproci». Stavolta invece Monti intende dare un colpo secco tutto insieme, presentando un pacchetto completo e soprattutto «definitivo». «Non ci sarà bisogno di un´altra manovra», oltre a quella che sarà approvata a dicembre.