Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 22 Martedì calendario

TREMONTI SVELATO DAI SUOI COMUNICATI

Un genere letterario, con linguaggio tanto moderno per la sua brevità e schiettezza, quanto pungente, aspro e, a volte, surreale. Una delle cose che più mancherà dell’epoca post Berlusconi a noi giornalisti è il comunicato stampa firmato Giulio Tremonti. Quel suo andare diretti al punto, in poche righe, senza premesse.

Testi dettati da un ministro dell’economia tignoso, colto e timido. Tanto gioioso nei suoi primi vagiti di inizio legislatura («Giulio Tremonti, che è nato a Sondrio in Valtellina, è orgoglioso per come si è comportato Marco Confortola al quale formula un ben tornato...», 7 agosto 2008; «Sono contentissimo per la vittoria della Fiamma Gialla azzurra. Infatti Giulia Quintavalle è una finanziera e con il suo oro ha fatto onore allo sport, alla Guardia di Finanza e al nostro paese», 12 agosto 2008), quanto costretto a tappare falle e spifferi, deluso e solo, alla fine del governo Berlusconi («Mai incontrato il signor Cola», 10 novembre 2011; «Mai parlato di modifiche all’art. 8 e all’art. 18», 9 novembre 2011; «Il ministro Tremonti ieri non ha parlato con la stampa. Tutte le dichiarazioni attribuitegli sono quindi senza fondamento», 9 novembre 2011; «Falsa la frase attribuita al ministro Tremonti apparsa su alcuni siti», 4 novembre 2011; «Il ministro Tremonti querela L’Espresso», 3 novembre 2011).

Ma i comunicati che più lasciano il segno sono quelli che possiamo raccogliere sotto il cappello «surreale e piccato».

Spesso non si capisce dove vadano a parare, poiché privi dell’antefatto. Abbondano di velate frecciatine rivolte a chi ha orecchie per intendere. Il risultato, però, è irresistibile.

«Il contenuto dell’articolo pubblicato oggi sull’Espresso, sotto il titolo “Tremonti il sovversivo” è totalmente inventato Non ho mai avuto una Citroën due cavalli targata Sondrio. Non ho mai preso parte a convegni nazionali di Lotta Continua. Avevo idee politiche totalmente opposte. Confermo solo che a quell’altezza di tempo, come oggi “serbo buona condotta in genere”» (27 giugno 2008).

«Il professor Tremonti, ieri sera, ha lavorato fino a tardi al ministero, e non ha preso parte a nessuna cena» (2 settembre 2011).

«Cuius regio, eius religio. Da sempre, quando parla all’estero con la stampa, il ministro Tremonti evita temi italiani. Il riferimento agli spread spagnoli era ed è di conseguenza esclusivamente relativo alla Spagna e non all’Italia» (4 ottobre 2011).

Bellissime le smentite e le puntualizzazioni, quasi a ritmo di poesia.

«Produzione di note di agenzie a mezzo di note di agenzie. Ho difficoltà a riconoscermi in questo tipo di catena produttiva. Per quanto mi riguarda, nessuna delle note in circolazione corrisponde a verità» (23 ottobre 2009).

«Si è trattato di uno dei periodici incontri a Milano del ministro Tremonti con il mondo economico e finanziario» (26 ottobre 2009).

«La notizia battuta dalle agenzie di stampa “Tremonti chiarisca se ha auspicato la morte di Di Pietro” è totalmente priva di fondamento. Non fa parte del linguaggio e della cultura del ministro Tremonti. Con l’on. Napoli e l’on. Milanese il ministro stava discutendo di tutt’altro argomento» (15 dicembre 2009).

«A Bari oggi il termometro segna 32 gradi ed è evidentemente l’unico numero che il presidente Vendola percepisce» (30 luglio 2010).

«Ho letto sui giornali questa frase a me attribuita: “Non è che la gente la cultura se la mangia”, frase che è stata tipizzata come da “pescivendoli” e non da “statisti”. La frase è una frase che non ho mai pronunciato, non fa parte del mio modo di pensare e di parlare. In ogni caso pescivendoli e statisti vanno cercati da un’altra parte» (9 ottobre 2010).

«Al presidente Fini, sempre attento alle agenzie, è probabilmente sfuggita l’agenzia che smentisce la frase attribuita al ministro Tremonti sulla funzione alimentare della cultura. Per la documentazione, il presidente può fare riferimento alla nota pubblicata in data 9 ottobre» (22 ottobre 2010).

«La notizia battuta da una agenzia stampa secondo cui il ministro Tremonti e l’on. Casini avrebbero parlato di “puttanelle” è assolutamente falsa» (9 novembre 2010).

«Leggo sul Corriere della Sera, sotto il titolo “le telefonate di Tremonti al direttorio”, un articolo del sig. Verderami Francesco, secondo cui in Banca d’Italia “il vuoto decisionale sta lasciando spazio ad operazioni di ogni tipo: quasi fosse una campagna elettorale, il titolare dell’economia ha iniziato a chiamare uno a uno i membri del direttorio di Bankitalia per sostenere la candidatura di Grilli”. Ho incontrato il dott. Fabrizio Saccomanni il 2 giugno: abbiamo parlato della festa della repubblica (potrà confermare). Ho incontrato il dott. Ignazio Visco venerdì sera a Parigi per il G20: non abbiamo parlato di Banca d’Italia (potrà confermare). Ho sentito al telefono la dott.ssa Anna Maria Tarantola in luglio per i tempi operativi della Banca del Mezzogiorno (potrà confermare). Non ho mai avuto contatti con il dott. Giovanni Carosio (potrà confermare). Per me è vero quanto sopra, è falso quanto scrive il Verderami». (19 ottobre 2011).

«Mi è stata segnalata la “notizia”, pubblicata su L’Espresso, secondo cui passerei da Mondadori a Rizzoli. La notizia è falsa: non fosse altro perché non ho ancora finito il libro; non ho ancora pensato all’editore. È una scelta, quella dell’editore, che, sempre, faccio a libro finito. Sono comunque grato per la pubblicità. Il libro non è ancora finito ma già fa parlare!» (21 ottobre 2011).

Certo, anche lui ce l’ha messa tutta per litigare con Berlusconi. Addirittura, va a un convegno di Sky, il nemico numero uno del Cavaliere: «Giulio Tremonti ha preso parte con grande interesse ai lavori svoltisi oggi a Milano del Board di News corporation di Sky, parlando della situazione economica italiana ed internazionale. Della partecipazione era a conoscenza il presidente del consiglio, oggi a Bruxelles per il vertice europeo dei capi di stato» (19 giugno 2009).

Non sopporta neppure San Marino.

«Con riferimento alle notizie circolate sulla stampa, si precisa quanto segue: la Repubblica di San Marino resterà ad ogni effetto nella black list italiana fino a quando non saranno formalmente e sostanzialmente in vigore tutte le norme necessarie per integrare gli standards internazionali legali, fiscali, antiriciclaggio eccetera» (11 maggio 2010).

Dalla sua penna esce lo scritto che più gli sarà costato, quello sull’onda dello «scandalo» Milanese.

«La mia unica abitazione è a Pavia. Non ho mai avuto casa a Roma. Per le tre sere a settimana che normalmente, da più di 15 anni, trascorro a Roma, ho sempre avuto soluzioni temporanee, prevalentemente in albergo e come ministro in caserma. Poi ho accettato l’offerta fattami dall’on. Milanese, per l’utilizzo temporaneo di parte dell’immobile nella sua piena disponibilità e utilizzo. Apprese oggi le notizie giudiziarie relative all’immobile, già da stasera per ovvi motivi di opportunità cambierò sistemazione» (7 luglio 2011).

Infine, un paio di comunicati di cui, forse, Tremonti si è pentito.

«La crescita non va bene da nessuna parte, siamo stati prudenti ma confermiamo tutti gli obiettivi di finanza pubblica e tutti gli impegni presi in Europa, compreso il pareggio di bilancio nel 2011» (23 settembre 2008).

«I buoni risultati di oggi sono le conseguenze dei buoni principi di sempre. Non abbiamo seguito le mode passeggere, ma perseguito il bene comune. Con la bussola giusta, con i piedi per terra, un passo dopo l’altro, gli italiani e l’Italia stanno andando nella giusta direzione».

Era il 1° marzo 2011, appena otto mesi fa. La direzione, lo abbiamo visto e lo stiamo pagando tutti di tasca nostra, non era esattamente quella giusta.