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 2011  novembre 22 Martedì calendario

C’È UN GOVERNO DI PAPERONI CHE VUOL TAGLIARE LE PENSIONI

Proprio vero che la matematica è un’opinione, come insegnava il Cappellaio Matto ai compagni di merenda. Prima avevamo Tremonti, adesso ne abbiamo uno solo, eppure la buona stampa insiste a dire che ci abbiamo guadagnato nel cambio, come se i Monti, anziché diminuire, fossero aumentati. È una logica strampalata ma stringente, da Paese delle meraviglie, quella che oggi governa gl’italiani, per non dire l’Europa intera.

Dove lo trovate un altro paese, e figurarsi un altro continente, in cui un banchiere, abituato a stipendi (direbbe Pier Luigi Bersani) «miliardari», uno che quando andrà in pensione incasserà assegni mensili da capogiro, si propone d’eliminare le pensioni d’anzianità e di segare drasticamente i redditi (anzi «i privilegi», come li chiamano lui e i suoi colleghi di governo) di chi già fatica a superare il 20 del mese, come dicono i demagoghi? Che un governo di Paperoni (oltretutto un governo autoproclamato, mai eletto da nessuno, ma nominato da un parlamento bugiardo, fifone, incapace d’assumersi una qualsiasi responsabilità e malvisto dagli elettori) imponga ulteriori sacrifici, per quanto necessari, a un paese con l’acqua alla gola è cosa che in un altri tempi e paesi avrebbe meritato l’attenzione satirica d’un Aristofane. Qui a Wonderland, invece, e sotto queste povere lune, si è guadagnato il tifo surrealista dei comici televisivi e di tutte le chiese politiche, Lega esclusa.