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 2011  novembre 22 Martedì calendario

CAMPAGNE PER GIOVANI. MA I PIRATI SONO OVER 70


Vecchi imprenditori con il macchinone e l’arroganza di un adolescente. Nonne che hanno bevuto un bicchiere di troppo. Uomini maturi accecati dallo stress della carriera. Quarantenni con i nervi in tensione frustrati dalla moglie rompiscatole. Eccoli, i nuovi pirati dell’auto e qualcuno ci deve spiegare cosa sta succedendo sulle strade italiane. Per anni ci siamo preoccupati (giustamente) dei diciottenni sbronzi e sballati – da droghe e musica – al volante ogni sabato notte. E delle loro (e nostre) stragi. Del loro modo di guidare senza prudenza. E, evidentemente sbagliando, abbiamo creduto che il pericolo, in automobile, venisse da loro. Soprattutto da loro. Solo da loro, ragazzini immaturi e sfrontati.

PAURA E FUGA

Non è così. Purtroppo non è così e la cronaca degli ultimi giorni ce lo sta raccontando con ferocia e cinismo. Sì, il pirata della strada che sabato ha travolto e ucciso un pensionato di 76 anni a Cremona (difendeva il posto auto riservato alla moglie disabile) si è costituito e non è un giovane ribelle. Anzi. È un imprenditore in pensione di 72 anni, bresciano (Angelo Pelucchi), uno che dovrebbe avere maturità e senso civico, intelligenza. Ci stupiamo, eppure non è un caso isolato e anche quanto successo ieri a Roma (un uomo di circa 40 anni investito da un’auto pirata in zona Ardeatina) secondo le prime testimonianze potrebbe avere come protagonista un uomo e non un giovane.
Perché? Cosa spinge una persona matura, quando è alla guida, a perdere la ragione? Ad aggredire. A fuggire vigliaccamente? Verrebbe da pensare – o forse sperare – che siano solo casi isolati, ma nell’ultimo anno si sono verificati troppi episodi del genere. A Roma, per esempio, a metà novembre è stato arrestato un uomo di 59 anni con l’accusa di omissione di soccorso dopo un incidente e lo scorso ottobre, a San Giovanni Valdarno in provincia di Firenze, si è costituito un commerciante di materiali edili di 56 anni: cinque giorni prima aveva travolto una ragazza americana che faceva jogging, era fuggito e aveva cambiato i pezzi danneggiati della sua auto per cercare di non essere scoperto. Pazzesco. Sì, persone mature e di ogni età. Ad agosto un artigiano di 44 anni, in provincia di Treviso, ha travolto – durante un sorpasso azzardato – due ciclisti ammazzandone uno. E si è allontanato come niente fosse. A Torino, invece, un piccolo imprenditore di 40 anni ha ucciso un motociclista sull’autostrada Torino-Pinerolo e se ne è andato. È scappato. Se ne è fregato come se ne frega di tutto un ragazzino immaturo. Alla faccia dei suoi 40 anni e di un’età in cui bisognerebbe essere minimamente responsabili e capaci di affrontare – con intelligenza – anche le situazioni più drammatiche e spaventose.

LA NONNA SBRONZA

Uomini, ma non solo. Sfogliando le pagine dei giornali capita di trovare – troppo spesso – piratesse della strada. Donne. Non certo ragazzine di primo pelo, ma signore. Sentite questa. Anzi queste storie. A Forlì una donna di 70 anni ha investito sulle strisce pedonali madre e figlia e si è dileguata senza prestare soccorso, mentre a Como lo scorso maggio una signora di 46 anni ha travolto involontariamente - uccidendolo - un bambino di 5 anni. Presa dal panico, è corsa a casa. E ancora. A Crema a giugno una donna di 65 anni ha investito un ciclista e non si è fermata a prestare soccorso. Ad Arzachena, in Sardegna, una 65enne ha travolto – prendendolo di spalle – il vicino di casa ed è immediatamente scappata mentre l’uomo moriva. Beh, è risultata positiva all’alcol test. Alla faccia dei neopatentati discotecari.

Alessandro Dell’Orto