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 2011  ottobre 24 Lunedì calendario

Anno VIII – Trecentonovantaseiesima settimana Dal 17 al 24 ottobre 2011Europa L’Europa, nelle persone di Sarkozy e soprattutto della Merkel, ha dato all’Italia una specie di ultimatum: presentare a tambur battente il famoso decreto-sviluppo, quello che, mettendo qualche soldo nelle tasche degli italiani, dovrebbe consentire la ripartenza del Paese

Anno VIII – Trecentonovantaseiesima settimana
Dal 17 al 24 ottobre 2011

Europa L’Europa, nelle persone di Sarkozy e soprattutto della Merkel, ha dato all’Italia una specie di ultimatum: presentare a tambur battente il famoso decreto-sviluppo, quello che, mettendo qualche soldo nelle tasche degli italiani, dovrebbe consentire la ripartenza del Paese. Il pungolo dei due padroni del Continente è stato anche umiliante: durante la conferenza stampa di domenica, Merkel-Sarkozy, mentre ribadivano la fiducia al Cav e soprattutto all’insieme delle istituzioni italiane (politiche, finanziarie ed economiche), hanno accompagnato la parola “Berlusconi” con risolini, sottintentendo che il problema non è tanto l’Italia, quando il suo presidente del Consiglio. Il premier ha reagito promettendo mari e monti e convocando un consiglio dei ministri straordinario. Qualcosa sarà in ogni caso costretto a fare.

Misure Come è noto non si possono toccare le pensioni perché la Lega non vuole; non si può varare una patrimoniale perché non vuole Berlusconi; e non si possono raccogliere denari con un condono perché sono contrari sia Tremonti che l’Europa. Misure che certamente saranno varate sono: un accordo con la Svizzera per tassare i patrimoni italiani trasferiti all’estero e non scudati, manovra con cui si potrebbero incassare subito un 25 miliardi e a regime un paio di miliardi l’anno (la Svizzera è disponibile, pone solo la condizione che i tassati restino anonimi, ha già raggiunto un’intesa simile con inglesi e tedeschi); vendita delle case e dei terreni agricoli posseduti dallo Stato (8-10 miliardi?); sblocco dei soldi stanziati per il Sud e che il Sud non spende, per via della regola che si può incassare da Bruxelles – mettiamo – un miliardo solo se la Regione ne mette di suo un altro: Tremonti confida di convincere gli europei a darci i soldi in ogni caso, e in questa eventualità potrebbero arrivare un’altra decina di miliardi. Domenica sera poi il premier, dopo una giornata di reprimende e irrisioni, ha ricordato in conferenza stampa che l’Europa manda la gente in pensione più o meno a 67 anni, e che quindi anche Bossi deve farsene una ragione. Un cedimento su questo punto potrebbe aprire la strada anche a una qualche patrimoniale. E invece del condono pare certa la strada del concordato fiscale, che definiamo con le parole adoperate dal sottosegretario Crosetto: «l’Agenzia delle entrate concorda con il contribuente un determinato gettito che dà certezze al Tesoro riguardo agli incassi, e pace fiscale al cittadino mettendolo al riparo da controlli vessatori». A questi provvedimenti dovrebbero accompagnarsi misure a costo zero, vale a dire semplificazioni burocratiche, pagelle elettroniche, garanzie sui mutui contratti da giovani coppie di precari, ecc.

In generale In generale si sta procedendo a un dimezzamento del debito greco, ottenuto senza la dichiarazione di default, che costringerebbe le banche al pagamento dei titoli che assicuravano gli investitori contro il fallimento (i famosi cds, una valanga di denaro che farebbe saltar per aria un po’ tutti). C’è poi il problema di ricapitalizzare le banche, in modo da parare il colpo di questo dimezzamento. Si raccoglieranno per questo, a quanto pare, più di un centinaio di miliardi, attraverso la costruzione di veicoli finanziari troppo complicati per essere spiegati qui, ma che permetteranno l’arrivo di capitali extraeuropei e, tra questi, di capitali cinesi. È possibile che questo imponga una qualche contropartita politica, relativa per esempio alla libertà di commercio di quel paese da noi. La crisi ha in ogni caso costretto l’Europa a unirsi un po’ di più. Si intravede una qualche armonizzazione delle politiche fiscali e di sviluppo (e forse anche di quelle pensionistiche), e sia pure sotto un governo discutibile come quello franco-tedesco.

Banca d’Italia La querelle intorno al nuovo governatore della Banca d’Italia s’è risolta con la nomina a sorpresa di Ignazio Visco, napoletano, 62 anni, sposato con due figlie, fino a giovedì 20 ottobre vicedirettore generale, cioè numero tre della gerarchia. Il suo diretto superiore, il direttore generale Fabrizio Saccomanni, era avversato da Tremonti, che lo considerava troppo filo-tedesco e amico di Draghi e proponeva invece il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli. Berlusconi s’è baloccato per qualche ora anche con la candidatura di Lorenzo Bini Smaghi, che avrebbe lasciato così libero il suo posto nel board della Bce favorendo l’arrivo di un francese, secondo l’impegno preso a suo tempo da Berlusconi con Sarkozy. Però Bini Smaghi ha fatto capire che, se non fosse stato nominato governatore, non si sarebbe mai dimesso dalla Banca Centrale e proprio questo ha indotto Napolitano a porre il veto sul suo nome. La scelta di Visco (nessuna parentela col ministro di Prodi) ha rappresentato alla fine un buon punto di mediazione.

Shalit I palestinesi hanno restituito agli israeliani il soldato Shalit, rapito a Rafah da un commando di Hamas il 25 giugno 2006 e tenuto per cinque anni in una segreta di Gaza. Hamas aveva sempre chiesto, in cambio del prigioniero, la liberazione di almeno un migliaio di suoi prigionieri e alla fine, grazie ai timori di Israele per il nuovo quadro mediorientale, ha ottenuto quello che voleva: in cambio di Shalit, Tel Aviv ha svuotato le celle di Ketziot e Netnya lasciando liberi 1.027 condannati, tra cui molti terroristi pluriomicidi.

Madre Laura Pettenello, di 45 anni, è imputata di aver affogato il proprio figlio di 16 mesi, Federico, quest’estate nel mare che fronteggia la spiaggia della Feniglia a Porto Ercole (Maremma). Finora, relativamente a quel bambino caduto dal pedalò, s’era pensato a una disgrazia. La donna, moglie di Lorenzo Cassinis, noto commercialista romano accusato a sua volta di favoreggiamento, è in carcere a Rebibbia.

Simoncelli Domenica scorsa in Malesia, dove tre anni fa aveva vinto il Mondiale 250, Marco Simoncelli ha perso al secondo giro il controllo della sua moto Honda, è scivolato verso l’interno della pista, è caduto e in quel momento gli sono piombati addosso Edwards e Valentino Rossi. Il casco è volato via, uno dei due gli è passato sul collo. Inutili i tentativi di rianimazione. Il povero pilota aveva appena 24 anni.