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 2011  novembre 21 Lunedì calendario

Da Helena a Cassano, l’unica vera squadra di Ibra - Non è vero che Ibra pensi soltanto ai fatti suoi, che sia un egoista senza principi e senza patria, avendone avute troppe

Da Helena a Cassano, l’unica vera squadra di Ibra - Non è vero che Ibra pensi soltanto ai fatti suoi, che sia un egoista senza principi e senza patria, avendone avute troppe. Ibra è invece un presidente-allenatore. Al­tro che Moratti e Berlusconi, altro che «il Chino deve giocare» e «niente albero di Natale». La sua squadra, Ibra non la paga e non l’allena, la vive. Eccola qui di seguito, neppure troppo liberamente tratta dalla sua biografia, Io, Ibra ( Rizzoli), scritta con il giornalista svedese David Lagercrantz. 1 Helena Seger portiere. È sua moglie, maggiore di luidi 11 anni.È l’unica perso­na al mondo che può piazzarlo sul divano come uno dei loro due bambini a guarda­re un telefilm. Gli ha persino insegnato a usare le posate giuste per il pesce. Dotata di presa ferrea sui colpi di testa del marito. 2 Gianluca Pessotto terzino destro. Uno dei pochi che, definito «bravo ragazzo» dal Nostro bad boy , non la prende come un’offesa.Il dramma del suo tentato suici­dio, il 27 giugno del 2006, ha segnato Ibra molto più profondamente di tutti i suoi in­numerevoli tatuaggi. 3 Ahmed Hossam Hussein Abdelhamid detto Mido difensore centrale. Di fatto sa­rebbe un centravanti egiziano ma, sicco­me ai tempi in cui giocava con Ibra al­l’Ajax, in un momento di follia rischiò di ammazzare il collega tirandogli addosso un paio di forbici, merita la convocazione, seppure fuori ruolo, per l’errore di mira. 4 Leo Beenhakker difensore centrale. Sia­mo ancora in zona Ajax. La sua aria da «mafioso»piacque subito al giovane attac­cante ex-Malmö, il quale lo considera ai primissimi posti fra quelli (pochi) che han­no costruito il suo successo. In pratica, un Moggi con le sigarette al posto del sigaro e i capelli bianchi al posto della pelata. 5 Maxwell Scherrer Cabelino Andrade (Maxwellpuò bastare) terzino sinistro. Fi­nalmente uno al posto giusto. Altro «bra­vo ragazzo» e altro ex-ajacide. Secondo il Nostro, ha un solo difetto. Lo stesso difet­to che Emilio Fede imputa a Silvio Berlu­sconi: è troppo buono. Ad Amsterdam, a Milano sponda Inter e a Barcellona è stato il Sancho Panza mancino di Zlatan. 6 Fabio Capello mezz’ala destra. Definito «duro come la roccia» dal Nostro, possie­de il copyright della massima che Ibra s’è scolpito per sempre nella zucca: «Il rispet­to uno non l’ottiene. Se lo prende». Un giorno, alla Juventus, ordinò a Zlatan di studiare una videocassetta con tutti i gol di Marco van Basten per insegnargli a esse­re più cattivo in area. I difensori e i portieri di tutto il mondo lo odiano anche per que­sto. 7 Luciano Moggi regista basso ( intorno al­l’ 1,70).Per l’aggettivo zlataniano che lo di­pinge vedi alla voce Beenhakker. Ibra si commosse (!) vedendolo piangere (!!) quando scoppiò il merdone di Calciopoli. E queste sono due notizie. La terza è che il Nostro non ha cambiato idea, né sull’ag­gettivo ( nel senso buono) né sulla commo­zione. 8 José Mário dos Santos Mourinho Félix (Mourinho basta e avanza) mezz’ala sini­stra. Come una ragazzina, conquistò il cuore di Ibra con gli sms. Special One e «non pirla» per eccellenza, a Zlatan, nel­l’intimità dello spogliatoio, qualche volta ha dato ben più che del «pirla». E lui ha ri­cambiato dicendo d’esser pronto a ucci­dere per Mou. Se non è amore questo... 9 Robson de Souza detto Robinho (final­mente un milanista) trequartista sul cen­tro- destra. Ibra lo adora per i suoi drib­bling e, soprattutto, perché anche lui ha avuto il suo «ghetto». Da São Vicente, in San Paolo, a Rosengård, in Malmö, il (dop­pio) passo è molto più breve di quanto si possa pensare. 10AntonioCassano trequartista di centro­sinistra. Anche Bari Vecchia non è male, come culla scomoda per il talento calcisti­co. Ibra gli vuole talmente bene che negli ultimi tempi (ma questo nella biografia non c’è) si sta cassanizzando nel ruolo di assist-man . Ma persino la «roccia» Capel­lo approverà. 11Carmine RaioladettoMino punta. Cen­travanti di sfondamento per il peso e per come riesce ad aprire i forzieri dei presi­denti che acquistano Ibra. Nella sua pri­ma vita faceva le pulizie in una pizzeria olandese. E nella seconda ha messo i piedi sulla scrivania di Moggi. Secondo voi, qual è il Mino preferito da Ibra?