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 2011  novembre 21 Lunedì calendario

Saviano guru a Zuccotti Park, ma solo per «Repubblica» - La scorribanda americana di Roberto Saviano elettrizza la stampa italiana ma la­scia indifferente quella newyorkese

Saviano guru a Zuccotti Park, ma solo per «Repubblica» - La scorribanda americana di Roberto Saviano elettrizza la stampa italiana ma la­scia indifferente quella newyorkese. Nem­meno un trafiletto tra le brevi di cronaca: basta perdere qualche minuto sui siti del New York Times , del New York Post , del Daily News e del Wall Street Journal per avere il brivido del nulla assoluto. Nessun riferimento alle prove tecniche di Saviano da leader internazionale della protesta, a meno che non fosse davvero ben nasco­sto. Insomma, una non notizia. Certo, un po’ deve essere la stanchezza della stampa locale per l’eterno campeg­gio degli indignati a Zuccotti Park, che continuano a protestare di giorno nel giar­dino a due passi da Wall Street dopo che la polizia ha sgomberato il bivacco notturno qualche giorno fa. Ma molto è che nella Grande Mela di quel ragazzo pelato e un po’ spiritato con il giubbotto arancione, il cui libro, negli States ribattezzato Gomor­rah , non ha mai scalato le classifiche di vendita, interessa davvero poco. Così co­me interessano poco i suoi sermoni sulla situazione politica italiana, sempre mono­craticamente imperniati su Silvio Berlu­sconi anche ora che quest’ultimo non è più presidente del consiglio. Così il blitz con scorta al seguito dello scrittore napoletano in America è diventa­to un evento mediatico soltanto in Italia, dove i suoi corifei hanno sempre una pagi­na pronta. Corrispondenti e inviati a New York hanno seguito per filo e per segno il piccolo comizio di Saviano, al quale la pra­tica del microfono umano- l’abitudine na­ta dalla mancanza di amplifi­cazione a Zuccotti Park di ripetere in coro gli interventi dello speaker di turno, che fa delle pause strategiche nel suo speech- ha donato un ipnotico andamento salmo­diante da messa laica con il quale perfino in Italia nessuno aveva mai pensato di ab­bigliare i discorsi televisivi dello scrittore anticamorra. Nessuno tra i giornalisti ita­liani p­resenti all’evento ha potuto onesta­mente raccontare di folle oceaniche giun­te ad ascoltare il profeta italiano che narra delle mafie. Anzi, qualcuno ha ammesso pure che tra addobbatori di alberi nata­lizi e jogger del sabato in quel fazzo­letto di erba molto calpestata c’era­no soprattutto turisti italiani cu­riosi. Eppure Repubblica , per cui Saviano è un santo laico, non ha saputo resistere all’iperbole:«Sa­viano strega Occupy Wall Stre­et », azzarda nell’edizione carta­cea di ieri il quotidiano di largo Fo­chetti. E sul sito gioca anche sull’equili­brismo giornalistico, ai limiti della patac­ca: in un video di 2’05”l’audio del discorso newyorchese di Saviano viene infatti ac­compagnato da una serie di fermi immagi­ne. All’inizio e alla fine c’è Saviano effetti­vamente a Zuccotti Park. In mezzo tanti scatti degli ultimi due mesi di protesta, al­cuni dei quali mostrano folle oceaniche. Qualche anima bella può così pensare che fossero lì per lo scrittore di Gomorra . Ma purtroppo per i savianologi,l’unica co­sa che gli States hanno aggiunto al mito dello scrittore campano è un’acca al titolo del suo libro più noto.