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 2011  novembre 20 Domenica calendario

«Monti? Un bonaccione All’esame mi ha dato 27» - Massimo Garavaglia, un leghista bocconiano contro il premier dei bocconiani

«Monti? Un bonaccione All’esame mi ha dato 27» - Massimo Garavaglia, un leghista bocconiano contro il premier dei bocconiani. «Niente da eccepire su Monti co­me persona, non c’è dubbio che sia competente». Ricordi di universitario. «Anche,con lui ho fatto l’esame di Economia I». Voto? «27, se non ricordo male...». Merito dello studente o buono il professore? «Monti come professore era un bo­naccione, uno molto tranquillo. Era molto meglio capitare con lui che con i suoi assistenti». Troppo rigido per la politica? «Ma no. Ha già fatto politica, co­me commissario in Europa». Ma c’è una lobby dei bocconia­ni? «Lobby non direi, piuttosto è ve­ro che tanti bocconiani fanno par­te della classe dirigente del paese, ma è naturale perché è un’ottima università». Quindi è una garanzia un pre­mier bocconiano. «Dipende da quello che fa...». Per ora, secondo la Lega, un «governo antidemocratico». «Tutti tecnici di alta caratura, ma al Senato li ho visti spaesati. Tra l’altro, il governo più caro della storia». Caro? «Perché sono esterni, nessuno è parlamentare a parte il neo sena­tore Monti. Quindi sono tutti sti­pendi in più». Rappresenta «le lobby banca­rie », come ha detto il vostro ca­pogruppo? «Non è un governo votato dai citta­dini. E ha una maggioranza surre­ale, con Pd e Idv alleati del Pdl ma nessuno che applaude gli inter­venti degli altri». Intanto voi chiedete il Copasir. «Non ci interessano le poltrone, ma siamo l’unico partito d’opposi­zione ed è norm­ale che all’opposi­zione vengano date le commissio­ni di garanzia». Però avete presidenze di com­missioni parlamentari, come ex maggioranza. Quelle non le lasciate? «Il regolamento prevede che i pre­side­nti e vicepresidenti delle com­missioni siano votati due volte, a inizio legislatura e a metà.L’abbia­mo già fatto, quindi andranno a scadenza così. Non c’è nessun problema perché siamo in stra­grande minoranza, al Bilancio del Senato siamo due contro venti». E il governo Monti ci andrà a scadenza? «Sul lato dei conti la vedo dura, l’unica cosa chiara finora è l’intro­duzione di una super Ici, che però porterà 3 o 4 miliardi, non di più. Con l’aumento di un punto di Iva arriviamo a 9, ma ne servono 25 per fare il pareggio di bilancio». Ci penserà il superministro Passera, altro bocconiano co­me lei? «Per ora su Passera vediamo molti nodi spinosi...». I conflitti di interesse con Ban­ca Intesa? Ma si è dimesso. «Però dovrà prendere decisioni che toccano la sua ex banca. Pri­mo, dai conti di Alitalia è chiaro or­mai che entro l’anno passerà ad Air France. A meno che non si dia una proroga a Intesa, che è nella cordata...». Atto che dovrà firmare il mini­stro, ex ad di Intesa. «Secondo, c’è Singapore Airlines che deve decidere se operare su Malpensa oppure no. Alitalia spin­ge per il no. E questo è un dossier del ministero infrastrutture. Co­me anche Ntv..». Ma un governo di banchieri è un pericolo? «Le banche sono parte del proble­ma. Non danno più un quattrino alle aziende, così è impossibile crescere». Cosa deve fare Monti per avere il vostro sì? «Tutto quello che fa per dare soldi alle imprese e per il nord ci va be­ne. E accelerare sul federalismo fi­scale ». La primissima? «Deve andare immediatamente in Europa a cambiare le regole del­­l’Eba ( European Banking Authori­ty, ndr) che penalizzano le nostre banche a favore di quelle francesi e tedesche. Tutto il resto sono chiacchiere».