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 2011  novembre 20 Domenica calendario

L’eurodeputato inglese contro i tecnocrati diventa l’idolo del web «Sull’Italia ha ragione» - Il suo discorso davanti al Parlamento europeo del 16 no­vembre scorso sta diventando una sorta di tormentone del web

L’eurodeputato inglese contro i tecnocrati diventa l’idolo del web «Sull’Italia ha ragione» - Il suo discorso davanti al Parlamento europeo del 16 no­vembre scorso sta diventando una sorta di tormentone del web. Uno specchio perfetto per gli umo­ri dei tanti che hanno mal digerito l’avvento del governo Monti. La sua pagina Facebook è stata lette­ralmente invasa da commenti en­tusiasti di cittadini italiani che lo ringraziano «per aver avuto il co­raggio di dire la verità». Cionono­stante la sortita dell’europarla­mentare britannico, Nigel Fara­ge, scagliatosi contro lo stato mag­giore delle istituzioni europee schierato in aula a pochi metri da lui- da Herman Van Rompuy a Jo­sè Barroso fino a Olli Rehn- è pas­sata completamente sotto silen­zio sulla stampa e sui tg italiani. Il suo affondo è un j’accuse a tut­to tondo contro il governo del­l’Ue. «Siamo qui sull’orlo di un di­sastro finanziario e qui davanti a me ci sono i responsabili di tutto questo. Eppure continuiamo ad ascoltare i discorsi più noiosi e tec­nocratici mai sentiti. Mi chiedo: chi di voi è stato eletto? Chi ha la le­gitti­mità democratica per ricopri­re i ruoli che rivestite? Nessuno. In questo vuoto è entrata Angela Me­rkel e oggi stiamo vivendo in un’Europa sotto dominazione te­desca. Io non voglio vivere in un’Europa così!». Esaurita la pre­messa, il parlamentare, membro di un partito inglese di stampo conservatore-euroscettico, porta all’attenzione dell’aula esempi precisi di euro-ingerenza. «Voi avete giocato un ruolo in queste circostanze. Quando il presiden­te Papandreu ha pronunciato la parola referendum,l’avete fatto ri­muovere sostituendolo con un go­verno fantoccio. Che spettacolo disgustoso». A quel punto Farage sposta il mirino sull’Italia. «Non soddisfatti avete deciso che Berlu­sconi doveva andarsene. Così è stato rimosso e sostituito da Mon­ti, ex commissario europeo, vo­stro collega corresponsabile di questo disastro, un uomo che non era neppure membro del Parla­mento. Sta diventando come un romanzo di Agathe Christie, ci si chiede: chi sarà il prossimo a esse­re fatto fuori? Siete voi che dovre­ste essere licenziati. A lei, Mr. Van Rompuy dissi che sarebbe stato l’assassino silenzioso delle demo­crazie nazionali. Mi devo ricrede­re: lei è stato piuttosto rumoroso. Lei, un uomo non eletto, si è reca­to in Italia e ha detto: “Questo non è il momento di elezioni ma di azioni”. Chi, in nome di Dio, le ha dato il diritto di dire questo al po­polo italiano?».