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 2011  novembre 20 Domenica calendario

Quelle strane analogie con il biennio ’92-93 - Naturalmente è solo una coincidenza che men­tre si formava il governo Monti, si accelerassero le in­chieste sul San Raffaele, si diffondessero voci sprez­zanti su don Luigi Verzé, si arrestasse Piero Daccò, se­condo la stampa forcaiola legato a importanti am­bienti del centrodestra lombardo

Quelle strane analogie con il biennio ’92-93 - Naturalmente è solo una coincidenza che men­tre si formava il governo Monti, si accelerassero le in­chieste sul San Raffaele, si diffondessero voci sprez­zanti su don Luigi Verzé, si arrestasse Piero Daccò, se­condo la stampa forcaiola legato a importanti am­bienti del centrodestra lombardo. Ed è insensato rite­nere che l’evoluzione delle indagini sull’Enav, con vari arresti romani e accuse di corruzione al tesoriere nazionale dell’Udc Giuseppe Naro, sia mossa da qualche pulsione politica. Solo menti deliranti possono credere che le indagi­ni sul magnifico ospedale privato milanese possano essere influenzate da ambienti della magistratura particolarmente leali verso un accrocchio di potere di grandi banche e grandi quotidiani a sua volta inti­mo del governo Monti e interessato alla sanità priva­ta. E solo paranoici possono credere che si consumi l’attacco a una delle nostre più belle imprese, la Finmeccanica, finita da tempo sotto bersaglio da parte dei «soliti» am­bienti (che non esisto­no) insieme all’Eni e a un’indisciplinata Fiat, solo perché un certo potere bancocentrico è in espansione. D’altra parte perché - chie­diamo ai «deliranti» - se ci fosse un attacco politicamente motivato, sarebbe rivol­to a un partito così utile all’attuale ese­cutivo come l’Udc o agli altrettanti ser­vizievoli dalemiani (accusati di avere - suppongo ingiustamente - troppi amici dell’Enav)? E perché poi aggre­dire proprio gli ambienti lombardi del centrodestra più dialogante? Di fronte a queste contestazioni i de­crittatori paranoici di assolutamente normali e come al solito riservate inda­gini giudiziarie, ricordano quel che av­venne nel ’92 e nel ’93 durante i gover­ni tecnici Amato e Ciampi, quando non solo la mano giudiziaria ridise­gnò il potere economico, liquidando i socialisti dell’Eni e poi cercando di de­strutturare la società (che per fortuna resistette). Non solo vennero poste le basi per terminare la vita della grande Cariplo, non solo vennero definite le premesse per privatizzazioni non pro­prio felicissime. Insomma non solo le indagini avrebbero dato una bella ma­no a certi ambienti- riferisco la tesi dei paranoici - economici per conquista­re posizioni centrali nella finanza na­zionale, ma poi avrebbero bombarda­to anche ambienti assai utili al decollo di Mani pulite: da Giorgio La Malfa e il suo partito degli onesti, a un leader de­gli innovatori come Ciriaco De Mita, a Claudio Martelli che con la frase sul «ridare l’onore ai socialisti» diede la sua pugnalatina a Bettino Craxi, e infi­ne a Giulio Andreotti la cui amica di corrente Ombretta Fumagalli aveva contributo a colpire la Milano sociali­sta. Certo alcuni fatti di quegli anni non sono del tutto razionalmente spiegabi­li ma come credere ai complotti segre­ti? Bisogna proprio finire al livello del Fatto ? L’ala delirante-realista spiega che il problema non è quello di congiu­rati e di luoghi misteriosi dove si deci­de chi colpire e chi no. Non è così che funziona la storia - dicono i deliranti semirazionali - bensì secondo i mecca­nismi di un potere articolato e svilup­pato come il nostro. Il sistema demo­cratico garantisce che le inevitabili tensioni di una società complessa sia­no affrontate con una certa trasparen­za perché chi è responsabile di regola­mentare «il traffico» (governo e parla­mento) risponde al popolo grazie al vo­to. Se si sospende questo meccani­smo, si determina una situazione di ir­responsabilità «di fatto» e altri poteri della società riempiono automatica­mente il «vuoto» che si è creato (senza bisogno di riunioni in stanze buie) e per affermare il loro potere non colpi­scono tanto le forze ancora in grado di reagire (così successe nel 1992-1993 quando Lega, Msi, e Pci-Pds la scam­parono) ma quelle anche amiche che non sanno come difendersi e che, quando destrutturate, non potranno più esprimere alcuna iniziativa (tipo sostenere l’operato di una Guardasi­gilli garantista come Paola Severino). Naturalmente c’è molta miopia ­spiegano ancora i paranoici raziona­li- in questo tipo d’azione che richiede­rebbe una soluzione ben più radicale tipo le sospensioni della democrazia dei militari turchi negli anni Settanta e Ottanta. Perché irritare il popolo che poi voterà è sempre un bell’azzardo.