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 2011  novembre 19 Sabato calendario

L’eredità di Zapatero: appalti e debiti record - Vi ricordate Josè Zapatero, det­to «Bambi», simbolo e idolo della nuova sinistra

L’eredità di Zapatero: appalti e debiti record - Vi ricordate Josè Zapatero, det­to «Bambi», simbolo e idolo della nuova sinistra. Ora è l’autentica maledizione. Non solo della Spa­gna e di Mariano Rajoy, il succes­sore annunciato chiamato ad argi­nare la voragine ricevuta in eredi­tà. Ma di tutti noi. Il vero grande malato d’Europa, quello capace d’affossarla,non è né l’Italia, né la minuscola Grecia, ma come ricor­da l’Economist, la Spagna. Il suo vero cancro, pernicioso e conta­gioso, sono 308 miliardi di mutui sull’edilizia pubblica e privata. Metà di quei 308 miliardi sono a detta della Banca di Spagna «pro­blematici ». Altri 30 sono «insolvi­bili ». Ovvero carta straccia. Tutto merito di un primo ministro che per 7 anni ha trasformato la nazio­ne in un convulso cantiere. Per Bambi la parola d’ordine era co­struire. A Madrid il nostro Walter Veltroni si soffermava ammaliato davanti a Dulcinea, titanica trivel­la capace di scavare fino a 130 me­tri di profondità per costruire una tangenziale da tre miliardi di eu­ro. Per ripagare quello sprofondo servivano 35 anni, ma che impor­tava? A finanziare ci pensavano le banche d’Europa.E dietro alla tan­genziale correva «Velaro», il treno più veloce del mondo capace di collegare Madrid a Barcellona in 70 minuti. Obama, in visita in Spa­gna, se lo mangiava con gli occhi e confessava: «Noi non ce lo possia­mo permettere». Davanti a quel poveraccio Bambi quasi si com­muoveva. Per lui quei 2200 chilo­metri di linee ad alta velocità era­no bazzecole. Pur di far contenti anche i politici di provincia non negava una stazione da 10 milioni di euro neppure ai 19 passeggeri paganti giornalieri della minusco­la Guadalajara. Spiccioli rispetto ai 47 aeroporti pubblici, solo dieci dei quali in attivo. Un nulla rispet­t­o al miliardo e passa di euro inve­stiti nelle piste di Ciudad Real, ve­ro monumento allo scialo dove non atterra un solo volo. Ma la più grande e disastrosa opera del muratore Zapatero è la bolla edilizia. Bambi punta tutto sulle costruzioni sostenendo un processo speculativo immobilia­re identico a quello dei mutui «su­bprime » americani. Nel 2005, suo primo anno di mandato, i 39 mi­li­ardi di euro in appalti dell’Ammi­nistrazione pubblica regalano al­l’edilizia il 25 per cento di fattura­to in più. La parola d’ordine è edifi­care a tempo di record per garanti­re alti tassi di occupazione e rapi­da crescita della ricchezza. Il tutto senza sviluppare altri settori mani­fatturieri. Così quando la bolla im­plode e la vendita di case si blocca il disastro è immediato. L’esplosione dell’unica valvola produttiva fa schizzare la disoccu­pazione dal 7,9 per cento del 2009 al 22,6 per cento del 2011. Ma il problema sono i miliardi di euro presi a prestito da altre banche eu­rop­ee per costruire opere che nes­suno usa e case che nessuno vuo­le. «La Spagna ha un milione di nuove case che non saranno assor­bite prima del 2017» avverte Fer­nando Acuna Ruiz, responsabile di Taurus Iberica, la più grande agenzia di mutui spagnola. Insom­ma se Rajoy non farà in fretta, le banche rischieranno di fallire e la Spagna di esplodere. Trascinan­dosi dietro prima le altre banche d’Europa e poi tutti noi.