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 2011  novembre 19 Sabato calendario

SuperMario ci costerà 500 euro a famiglia - Tra i 97 ed i 483 euro in più all’anno.Stima a cantiere aperto e per difetto quella della Cgia di Me­stre su quanto potrebbe pesare sulle famiglie il nuovo governo

SuperMario ci costerà 500 euro a famiglia - Tra i 97 ed i 483 euro in più all’anno.Stima a cantiere aperto e per difetto quella della Cgia di Me­stre su quanto potrebbe pesare sulle famiglie il nuovo governo. Il premier Mario Monti non è entra­to nel dettaglio delle misure d’emergenza che saranno appro­vate. Qualche particolare in più dovrebbe uscire nei prossimi gior­ni e si tratterà di «decisioni non fa­cili e non gradevoli», ha precisato ieri il premier. Non è un mistero che ritornerà l’Ici sulla prima casa. Meno scon­tato un nuovo aumento dell’ali­quota ordinaria dell’Iva, che il pre­mier- professore vorrebbe scam­biare con un alleggerimento delle imposte sul lavoro. Incombe una patrimoniale mentre sono certe le riforme delle pensioni e del lavo­ro. Ma se questo governo in piena luna di miele parlamentare ha già sperimentato qualche mal di pan­cia, lo si deve soprattutto al ritor­no dell’imposta comunale sugli immobili e al ritocco verso l’alto di quella sul valore aggiunto. Silvio Berlusconi giovedì ha so­stenuto che gli interventi sul mat­tone non vanno bene perché pe­nalizzano l’edilizia e fanno calare le quotazioni degli immobili, che restano il principale capitale degli italiani. «Siamo una società di pro­prietari che ha scelto di destinare i propri risparmi alla casa di abita­zione e credo che una grande pla­tea di questi debba rimanere esen­te », ha ribadito ieri l’ex ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Le associazioni dei proprietari confermano: sugli immobili, argo­menta il presidente dell’Unione piccoli proprietari immobiliari, Giacomo Carini, «già ci sono bal­zelli di ogni tipo che superano il 60 per cento della rendita immobilia­re ».Molto più alta,insomma, del­l­’imposizione fiscale sugli investi­menti finanziari. Giuseppe Bortolussi - segreta­rio della Cgia di Mestre - spiega che quando si aggiungerà la cura Monti, «noi stimiamo un possibi­le aggravio fiscale per le famiglie italiane che potrebbe oscillare tra i 97 ed i 483 euro l’anno». Siamo sul campo delle ipotesi, precisa la Cgia, ma è possibile calcolare il pe­so sulle famiglie prendendo in considerazione diversi scenari che si basano sull’ipotesi di com­promesso più realistica. Cioè l’ap­plicazione dell’Imu ( Imposta mu­nicipale unica), imposta prevista dal federalismo comunale,che so­stituirà l’Ici e l’Irpef sugli immobi­li. Per quanto riguarda gli immobi­li, tutto dipende, insomma, da co­me Monti applicherà gli strumen­ti che già ci sono. Per quanto ri­guarda l’Iva- spiega ancora Berto­lussi- «si sono considerate due di­verse ipotesi: aumento dell’ali­quota del 21 per cento di 1 e di 2 punti percentuali». Con l’Imu al 3 per mille e l’au­me­nto dell’Iva di un punto ogni fa­miglia pagherà 97 euro all’anno in più. Con l’imposta al 6,6 per mille e l’Iva aumentata di due punti, si arriva a 390 euro. Che potrebbero diventare 483 se si dovesse appli­care anche la Res, tassa sui servizi comunali. Stime per difetto, visto che gli ar­tigiani di Mestre non hanno tenu­to conto del probabi­le ritocco del­le rendite catastali che farebbe lie­vitare l’imposta sugli immobili. Contro un ulteriore aumento dell’Iva,oltre alle associazioni dei commercianti, si sono schierati i con­sumatori. Il Coda­cons ha calcolato quanto costerebbe per ogni famiglia il solo aumento di un punto di Iva, cioè l’ipotesi meno for­te tra quelle allo stu­dio del governo. La famiglia «tipo» del­­l’Istat, fatta da 2,5 componenti paghe­rebbe in media 244 euro all’anno in più. Un nucleo familiare di 4 per­sone 385 euro. Di questi aumenti, spiega l’associazione consumeri­stica, un terzo si stima sia l’effetto degli arrotondamenti.